2009
Juventus, Giovinco: “Disposto a rimanere. Se mi cedono se ne pentiranno”
Non una minaccia, ma un avvertimento quello lanciato da Sebastian Giovinco: “se mi cederanno, sono più che convinto che si pentiranno”. Un monito lanciato per tenere sulle spine la dirigenza bianconera. La Formica Atomica è motivata ed è pronta ad esplodere altrove se qualcuno in Corso Galileo Ferraris avesse deciso di non puntare più sul suo talento. Una stagione opaca quella appena terminata, come per tutto l’ambiente juventino, ma Giovinco ai microfoni di TuttoSport ammette: “Personalmente non ho nulla da rimproverarmi, penso di aver giocato bene le poche partite che ho disputato. Fin quando sono stato in campo, la Juve era seconda in classifica. Poi, all’improvviso, sono stato messo da parte e da lì il bilancio personale ha rispecchiato quello della squadra: peggio di così non poteva andare”.
Risponde in maniera secca anche a chi dice che non si possono sposare il modulo di Del Neri con le sue caratteristiche: “Tutti sanno quali sono le mie caratteristiche. Io con il 4-4-2 ho giocato sia nell’Empoli, sia con Ranieri largo a sinistra e so adattarmi a diversi ruoli, posso essere esterno o centrale di centrocampo o seconda punta. Certo, se Delneri chiede agli esterni di essere i quindi di difesa, allora quello non è il mio mestiere”.
Il suo sogno è proseguire con la Juve, ma se intendono cederlo non esclude un addio: “Sì, se la società non mi vuole cosa ci sto ancora a fare qui? Dopo due stagioni, non passo un altro anno ad ammuffire in panchina, non avrebbe davvero senso. Penso anche di non meritarmela la panchina. Anzi, non me la merito di sicuro per come mi sono comportato dentro e fuori il campo. Certo, mi priverei di una squadra forte, di un club nel quale sono cresciuto, che mi ha dato tanto e al quale ho dato tanto, dei tifosi che mi hanno sempre sostenuto. Però voglio giocare con continuità , in questo momento è l’unica cosa che chiedo: potermi divertire scendendo in campo. Solo in questo modo potrò ritrovare quell’entusiasmo che è venuto a mancare, non solo a me ma a tutta la squadra. Se sarebbe un fallimento lasciare la Juve? Da parte mia no, semmai lo sarebbe per la società perchè non ha creduto in me. Penso che alla lunga avrò ragione io: sono più che convinto che se ne pentiranno. Avrei potuto dare molto di più se mi avessero messo nelle condizioni di farlo”.