La Rivoluzione Viola: ambizioni rilanciate, innesti in ogni reparto. Con Jovetic per rinascere

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Dopo il quinquennio d’oro 2005-2010 targato Prandelli – quattro qualificazioni sul campo alla Champions League di cui due svanite a causa delle penalizzazioni inflitte dalla Commissione d’Appello Federale – l’era Della Valle ha raggiunto il suo punto meno felice nelle ultime due stagioni, rispettivamente con un nono ed un tredicesimo posto non all’altezza delle ambizioni di un progetto da sempre giudicato valido dagli addetti ai lavori. La proprietà aveva probabilmente smarrito la carica di entusiasmo che l’aveva contraddistinta, complice anche l’alterazione del rapporto con l’ex ds Corvino, unione che aveva riportato il club in alto.

LINFA NUOVA IN OGNI SETTORE – I Della Valle però, dopo due complessi anni di transizione, sono tornati saldamente al timone della Viola rilanciando le ambizioni di un progetto ancora vivo: la rivoluzione ha preso vita dai vertici societari, con Daniele Pradè – ex direttore sportivo della Roma – che ha sostituito proprio Corvino. Scelta importante anche in panchina: la nuova guida tecnica è un allenatore emergente che ben ha fatto parlare di sé in quel di Catania: Vincenzo Montella è un allenatore tatticamente dinamico che attende di confrontarsi con una piazza importante per cambiare il suo status da scommessa rischiosa a tecnico affidabile. Gli innesti, partendo dalla retroguardia: tra i pali è arrivato il “tifoso” Viviano (’85), portiere di valore che ha voluto Firenze con ogni forza e l’ha finalmente ottenuta. Rifondazione in difesa: con il promettente e confermatissimo Nastasic giocheranno i neoarrivi Roncaglia – difensore argentino ex Boca classe ’87, abile in marcatura e pronto al salto di qualità – e Gonzalo Rodriguez (’84), la cui ultima stagione con la maglia del Villarreal lascia qualche dubbio in merito all’affidabilità tecnica, perplessità che il centrale argentino vorrà fugare nella stagione del riscatto.

CENTROCAMPO RIFONDATO – E’ nel reparto vitale che è finora arrivato il maggior numero di innesti: gli approdi di Cuadrado, Borja Valero, Aquilani, Mati Fernandez e Della Rocca rappresentano una vera e propria rivoluzione. Strumenti adeguati per un tecnico quale Vincenzo Montella che predilige dare versatilità tattica alla propria squadra: l’impianto originario è un 4-3-3 molto mobile, ma non è raro l’uso del trequartista, fino alla sperimentazione della difesa a tre in corso d’opera come accaduto a Catania. Cuadrado (’88) è stato uno degli esterni destri più accreditati dell’ultimo torneo, velocità e bagaglio tecnico lo rendono un profilo molto interessante. Di Aquilani (‘84) sappiamo già tutto, ma va messa in evidenza la probabile voglia di riscatto dopo due stagioni – con Juve e Milan – dove non si è certamente affermato quale cardine della squadra. Borja Valero (’85) è il colpo a sorpresa: inseguito da diversi club europei, l’ha spuntata la Fiorentina che si è aggiudicata un mediano completo e dinamico abile ad abbinare efficacemente fase d’interdizione a tempi d’inserimento. Il cileno ex Sporting Lisbona Matias Fernandez (’86) è un calciatore molto tecnico che ancora non ha trovato una sua dimensione stabile: a Montella l’onere di consacrarlo quale trequartista o inventargli un ruolo che comunque lo collochi al centro del progetto. Della Rocca (’87) arriva in prestito oneroso dal Palermo per assicurare corsa e fisicità.

ATTACCO: LE AMBIZIONI PASSANO DA JO-JO – L’acquisto dell’olandese El Hamdaoui (’84) dall’Ajax, dopo una tormentata trattativa già chiusa nello scorso gennaio ma saltata all’ultimo per questioni burocratiche, può rivelarsi redditizia in termini di finalizzazione. Probabilmente non basta ed infatti la società viola sonda il mercato alla ricerca di un ulteriore bomber d’area di rigore, possibilmente già consolidato nel campionato italiano, che possa garantire uno score di tutto rispetto. A Montella il compito di far emergere il talento di Alessio Cerci: classe ’87 e non più talentino da svezzare, finora l’attaccante di Velletri ha alternato sprazzi di buon calciatore a discontinuità caratteriali e di rendimento. La prossima stagione sembra essere quella della verità. Inutile nasconderlo: gli ammirabili sforzi di cui si è parlato possono trovare conferma ed esaltarsi tramite un talento in grado di elevare la qualità dell’organico e, come si suol dire, fare la differenza. Quel fenomeno è già in casa e risponde al nome di Stevan Jovetic: la dirigenza ha più volte ribadito la sua incedibilità, sarà fondamentale resistere agli attacchi esterni fino all’ultimo secondo di mercato per rilanciare con forza e convinzione le ambizioni di una piazza frustrata dagli eventi delle ultime due stagioni.