Lewandowski: «Come Messi ne nasce uno ogni 100 anni. I miei idoli? Henry e Del Piero»

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Robert Lewandowski si è raccontato in una lunga ed interessante intervista al quotidiano argentino Olé. Le sue parole

Lunga ed interessante intervista rilasciata da Robert Lewandowski al quotidiano argentino Olè. Il bomber polacco si è raccontato tra idoli d’infanzia e attualità.

INFANZIA – «Difficile rispondere quando esattamente ho capito che avrei fatto del calcio la mia professione. Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo sei anni. A otto anni mi portarono a giocare con ragazzi di due anni più grandi di me. Fin dall’inizio avrei segnato molti gol, ma forse è stato a 16 anni quando ho capito sarebbe stato il mio mestiere».

IDOLI – «Se ho avuto degli idoli da piccolo? Quando ero bambino sì, ben due. Il primo è Henry: l’ho seguito molto all’Arsenal e nella Nazionale. L’altro, anche se non era nella mia posizione, era Alessandro Del Piero».

FIFA THE BEST«Ho sempre detto che un premio Fifa è sempre molto importante. Sarebbe un sogno vincerlo. Sarebbe un premio per me ma anche per tutta la squadra che ha fatto bene. In Champions sapevamo della nostra forza e ne siamo stati sempre sicuri. Abbiamo giocato con serenità in ogni momento. Anche contro il Barcellona in quell’8-2. Quella sera è stata spettacolare».

MESSI – «Quello che ha fatto lui non è facile da vedere. Penso sia qualcosa di unico. Come giocatore è fantastico e penso che per vederne un altro come Messi bisognerà aspettare altri 100 anni. Uno così nasce ogni 100 anni».