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Lucescu emoziona: «Sono malato, ma non posso andarmene da codardo. Sulla sfida con la Turchia dico questo»

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Lucescu

Il commissario tecnico della Romania, Mircea Lucescu, ha detto la sua in vista della sfida contro la Turchia, parlando della propria malattia

Mircea Lucescu, allenatore romeno di 80 anni con una lunghissima carriera alle spalle, si prepara a guidare la Romania nella semifinale playoff contro la Turchia con l’obiettivo di riportare la nazionale al Mondiale dopo 28 anni di assenza. Il tecnico, che in Italia ha allenato anche Pisa, Brescia, Reggiana e Inter, ha raccontato al Guardian di stare affrontando da mesi una malattia di cui ha scelto di non rivelare la natura, per non trasformarla nel tema centrale attorno alla squadra. Nonostante i problemi di salute, ha deciso di continuare ad allenare dopo il via libera dei medici.

Ricoveri, preparazione e senso di responsabilità

Negli ultimi mesi Lucescu è stato ricoverato tre volte in ospedale, ma ha continuato a seguire da vicino il lavoro della nazionale, mantenendo i contatti con giocatori e staff e preparando nei dettagli la sfida contro la Turchia. Dalle sue parole emerge soprattutto un forte senso di responsabilità verso il calcio romeno: il commissario tecnico ha spiegato di aver scelto di andare avanti perché non vedeva alternative migliori per questo momento delicato e perché ritiene ancora possibile raggiungere la qualificazione.

La sfida con la Turchia in un clima difficile

Oltre all’aspetto tecnico, il ct della Romania ha sottolineato anche le difficoltà ambientali della trasferta contro la Turchia, da giocare in uno stadio che conosce bene per il suo passato nel calcio turco. Lucescu si aspetta un’atmosfera molto pesante e sta lavorando anche sul piano mentale per preparare i suoi giocatori, soprattutto quelli meno abituati a un contesto del genere. La sua missione, oggi, va oltre la semplice partita: riportare la Romania al Mondiale significherebbe chiudere in modo straordinario un’altra pagina della sua lunghissima vita nel calcio.

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LA SCELTA DI NON PARLARE DELLA MALATTIA – «Perché non fosse al centro dei discorsi. Quando i medici mi hanno detto che potevo continuare ad allenare, mi sono concentrato su ciò che dovevo fare per la Romania».

NON POSSO ANDARMENE DA CODARDO – «Ho parlato con la federazione e mi hanno detto che non riuscivano a trovare una soluzione. Non sono nella mia forma migliore, quindi mi sarei fatto da parte se ci fosse stata un’altra opzione. Ma insisto: non posso andarmene da codardo. Dobbiamo credere nella nostra possibilità di qualificarci».

SULLA SFIDA CONTRO LA TURCHIA – «Giocheremo in un’atmosfera impossibile. La conosco alla perfezione: è lo stadio del Besiktas. Non so se ci sia un modo per arginare il rumore che creeranno. Dovrò spiegare ai miei ragazzi, a quelli che non hanno mai giocato in Turchia, cosa li aspetta».

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