Lukaku: «Giocare all’Inter un sogno che si realizza. Conte un padre e dopo la finale di EL…»

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Romelu Lukaku ha parlato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Queste alcune dichiarazioni del belga

Romelu Lukaku ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. L’attaccante belga si è raccontato a 360°: queste le sue parole.

INFANZIA«Mio papà non ha avuto fortuna con i soldi. Quando ha smesso la carriera non ha comprato una casa, non ha risparmiato. Quando lui ha finito di giocare io ho capito velocemente che noi avremmo avuto delle serie difficoltà economiche. Ho deciso subito di fare il calciatore. Volevo migliorare la situazione della mia famiglia».

SCUDETTO – «Per me la cosa più importante è parlare in campo, dobbiamo giocare e far bene nei 90’. Fuori dal campo non sono una persona che parla tanto. Preferisco esprimermi quando gioco. Ma voglio dare tutto quanto posso per far bene, quest’anno. Per far bene all’Inter».

CONTE – «Per me è un mentore, un padre, una persona che mi capisce veramente bene. E anche io lo capisco e gli sono grato della stima che ha sempre avuto per me. La prima volta che lui mi ha chiamato, sei anni fa, già voleva che fossi acquistato. Per me giocare per lui è veramente la realizzazione di un sogno. Vedi le sue squadre e capisci che puoi, come singolo e come collettivo, imparare tanto e migliorare tanto. Sento di essere cresciuto molto nella stagione scorsa, merito del mister e del suo staff. Ma dobbiamo pensare sia solo l’inizio. Dobbiamo migliorare ancora e Conte è l’allenatore giusto per farlo».

VIDAL – «Per noi l’arrivo di Vidal è molto importante: è un giocatore di grande qualità. L’anno scorso abbiamo fatto bene ma se dobbiamo migliorare è in qualità ed esperienza. Due doti che Vidal ha. Non si vince tanto e con squadre diverse se non si è giocatori di livello».

INTER – «Per me giocare nell’Inter è un sogno che si realizza. Non avrei mai potuto immaginare che si avverasse. Io non prendo questa opportunità alla leggera, sono venuto qua per fare bene, per lasciare un segno. Ogni giorno, quando mi sveglio, voglio fare di tutto per migliorare. Posso giocare bene o male ma ogni volta che scendo in campo voglio dare tutto. Anche in allenamento sono così. Il mister e i compagni mi prendono in giro perché io mi arrabbio anche quando perdo le partitelle tra noi. Questa è la mia maniera di giocare al calcio, di pensare il calcio. Quando non sarà più così, smetterò». 

FINALE EUROPA LEAGUE – «E’ stato un momento molto difficile per me. Non ho parlato nei quattro giorni successivi alla partita. Però un giorno mi sono svegliato e mi sono dato una ragione. Nella stagione passata non abbiamo vinto il campionato per un punto, abbiamo perso la semifinale della Coppa Italia perché non abbia- mo fatto un gol e poi la finale 3 a 2, in quel modo. Sono cose che succedono. Solo soffrendo si migliora. La vittoria è fatica, è carattere, è analisi dei propri limiti. Ma è combattività, è voglia di riscatto e di successo. Si può perdere, ma solo per imparare a vincere».

CALCIO SENZA PUBBLICO – «Brutto. Si sente tutto. Anche quello che dico io, che forse non dovrebbe sentirsi. Speriamo che i tifosi possano rientrare presto negli stadi e rimanere in sicurezza. Stiamo facendo le cose bene, in Italia, e speriamo che gli spettatori possano rientrare presto sugli spalti. Perché il calcio senza tifosi non è vero calcio».

DIFENSORE PIÙ FORTE – «Sono tutti forti, in Italia. Koulibaly è tosto, mi diverto quando gioco con lui: mi piace il contrasto, la forza dell’avversario. E’ così con Klavan che gioca a Cagliari, o Kumbulla che era al Verona o con Bonucci o Romagnoli. Tutti giocatori che quando giocano con me ci mettono un impegno particolare. Ma questo vale anche per me, perché voglio vincere, e più il difensore è forte e più mi motiva. Non si meravigli, ma un buon difensore rende l’attaccante migliore, perché lo obbliga a dare tutto e a cercare nuove soluzioni».

GIOVANE ITALIANO – «Barella sarà un giocatore molto importante, per la Nazionale e per l’Inter. E’ un ragazzo cresciuto molto negli ultimi sei mesi ed è impressionante con la palla e anche a livello fisico, di mentalità. Anche Esposito può essere un calciatore importante, ma deve giocare di più. Con la mentalità che ha e con più minuti in campo potrà dare molto. Stimo anche Kean. E Chiesa».