Maria Sensi non ci sta: «La Roma agli americani? Ci vorrebbe qualche controllo»

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© foto www.imagephotoagency.it

Maria Sensi non si risparmia tra la nuova proprietà e lo stadio: «Anche noi presentammo un progetto, ma senza palazzine…»

Parole pesanti, se non altro perché la fonte che le ha rilasciate è molto importante, ovvero Maria Sensi, vedova del vecchio patron giallorosso Franco Sensi. Ai microfoni di Radio Radio, ha parlato a tutto campo della Roma e non ha risparmiato alcune stilettate alla nuova proprietà, a cominciare dalla questione stadio: «Io vorrei sapere perché non fu approvato il progetto che presentò mia figlia. Era di proprietà della Roma, poi non c’erano le 18 palazzine. Lì è stato bocciato, anche se non restavamo noi». E lancia uno spettro sulla nuova proprietà: «Io sto aspettando sempre che qualcuno prenda in mano la cosa e faccia un serio controllo su come è stata presa la Roma. Dico solo questo. Io sono per lo stadio».

CONTROLLI – Prosegue Maria Sensi, toccando anche l’argomento del: «Se fosse stato per noi, potevamo benissimo andare avanti, perché loro la proprietà se l’erano presa, perciò lo stadio poteva rimanere alla famiglia Sensi con l’auto-finanziamento, come sta facendo il signor Lotito. Con il credito sportivo e con sponsor, oppure con un socio, mia figlia avrebbe potuto farlo e sarebbe stato della Roma. Io sono per lo stadio, ma sono per lo stadio di proprietà della Roma. Lì non c’era da fare quasi niente. Non c’erano palazzi, non c’era niente se non ristorante e bar. Quello è stato bocciato, questo sta benissimo. Io ancora aspetto che un magistrato prenda posizione su questa situazione, c’è qualcosa che non mi è mai quadrato. La gente dovrebbe sapere perché è stato bocciato quello stadio. Perché là non si poteva fare lo stadio? Lo potevano fare pure loro lì».