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Marocchi applaude Spalletti: «Juventus, adesso funziona tutto! Sulle chance scudetto e su Chiesa la penso così»

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L’ex calciatore della Juventus, Giancarlo Marocchi, ha voluto dire la sua sul momento della squadra bianconera in ripresa con Luciano Spalletti

La Juventus può vincere lo scudetto? Prova a rispondere Giancarlo Marocchi, ex centrocampista che il tricolore lo ha vinto con Lippi nel 1995 e oggi opinionista di Sky. Questa la sua intervista a Repubblica.

SPALLETTI – «Diciamo che, come aveva promesso, Spalletti ha portato la Juve nel gruppo da cui uscirà il campione d’Italia. La squadra l’ha sistemata e la sta facendo funzionare al cento per cento, ma manca il riscontro dei confronti diretti: nel prossimo mese e mezzo ne avrà parecchi e si saprà tutto».

LA SQUADRA È AL PUNTO GIUSTO – «È il gioco delle parti, è giusto chiedere ai giocatori sempre qualcosa in più. Però mi pare che adesso la Juve sia al punto giusto: i singoli sono tutti in forma, i giocatori stanno bene insieme, le distanze in campo sono perfette, il gioco si sviluppa in armonia. E qualche equivoco si è risolto».

L’INFORTUNIO DI VLAHOVIC – «Paradossalmente l’infortunio di Vlahovic è stata una fortuna, perché ha liberato il campo da un sacco di domande. Cosa facciamo con lui? Resterà? Non resterà? È più forte lui o sono meglio gli altri? Nel tentativo di cercare le risposte si stava perdendo di vista il resto, invece adesso oltre ai risultati ci sono le prestazioni, in particolare quelle contro Roma e Bologna, che sono squadre forti. E poi c’è un altro aspetto molto positivo, che riguarda il contratto di Spalletti».

L’ALCHIMIA CON IL TECNICO NONOSTANTE LA SCADENZA – «Esatto. Generalmente ha un effetto destabilizzante sulla squadra, invece la storia personale di Spalletti e il valore assoluto della Juve come società hanno creato un’alchimia che non richiede contratti. Si sono messi uno a disposizione dell’altra».

IL VALORE DEGLI SCONTRI DIRETTI – «Chiunque lo direbbe, ma aspetterei a dare una risposta più precisa: la classifica dice che ci sono cinque squadre nel gruppo delle pretendenti e saranno i confronti diretti a dirimere. In un modo o nell’altro, visto che il Milan li vince e l’Inter invece no. La Juve ha bisogno di queste sfide per capire quanto vale».

DAVID É ADATTO – «Al momento non ho una risposta definitiva, i big match serviranno anche a misurare lui. Però direi che con lui Spalletti in qualche modo ce l’ha fatta, ma del resto ha trovato la soluzione giusta per tutti, da Yildiz a Miretti. Il disordine creativo di Cambiaso e McKennie, per esempio, è compensato dall’ordine di Thuram e Locatelli».

IL MERCATO E L’IPOTESI CHIESA – «Il primo Chiesa che avevamo intravisto nella Juve aveva le potenzialità del campione: Spalletti sta riuscendo a tirar fuori il meglio da altri, magari ci riuscirebbe anche con lui. Ma visto che adesso tutto funziona, forse è meglio toccare il meno possibile».

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