Marotta contro gli anti-Juventus: «Noi vinciamo, gli altri creano alibi»

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La finale di Champions League come il coronamento di un progetto: Giuseppe Marotta, ad della Juventus, racconta la sua gestione e si sofferma anche su Dybala e Allegri

Giuseppe Marotta è uno che pensa un traguardo dopo l’altro. L’amministratore delegato della Juventus si dice soddisfatto per il sesto Scudetto di fila ma ora ha Cardiff nel mirino e la finale con il Real Madrid. L’ad riguarda indietro e ripensa al 2010 e all’arrivo in bianconero, ricorda la società come sfiduciata e priva di cultura calcistica, ma adesso è tutto diverso e la finale di Champions League arriva alla fine di un cammino ben preciso: «Berlino fu più dettata dal caso, Cardiff invece è la realizzazione di un progetto. Ci mancavano esperienza e mentalità e le abbiamo trovate con giocatori come Mandzukic, Alves o Khedira». La sconfitta di Monaco dell’anno scorso è risultata decisiva per la Juve, prosegue il dirigente bianconero, ha toccato con mano l’imprevedibilità dell’UCL e adesso vuole ripartire alla grande. Marotta si sofferma anche sul campionato italiano e nega che la Juventus vinca in Serie A per mancanza di avversari, loda il lavoro di Roma e Napoli ma soprattutto la sua Juve, che ha dato continuità e qualità ai risultati. Chiarezza nei ruoli e trasparente divisione dei compiti, secondo l’ad questi sono alcuni dei segreti della Vecchia Signora e dei suoi buoni risultati societari, poi però ci sono anche i fenomeni in campo: «Dybala non ha valore, è fortissimo. Clausola? Non la metto sui giocatori, è una debolezza. Non so se Higuain sarebbe venuto ugualmente se non avesse avuto la clausola».

Marotta tra gli antijuventini e Allegri

Nonostante le vittorie, la Juventus è sempre nel mirino delle critiche. C’è chi la accusa di favori arbitrali e chi la  attacca per altre componenti, ma Marotta non si scompone e risponde: «Quando uno vince è perché è più forte in tutte le componenti. Purtroppo nel nostro calcio c’è molta cultura dell’invidia e poca cultura della sconfitta. Se abbiamo fatto cento punti in più di Roma e Napoli non è per via del caso, ma perché abbiamo un modello. Non creiamo alibi». La Juventus inoltre, secondo l’amministratore delegato, è un bersaglio facile da colpire ed è facile coalizzare le critiche contro i bianconeri, dato che in Italia c’è una netta distinzione tra juventini e antijuventini. Chiuso il capitolo polemiche, è tempo di trattative e di calciomercato. Marotta vuole rinforzare ulteriormente la squadra a prescindere dai risultati di questa stagione e ha in mente un colpo in attacco. Poi però ricorda l’affare Pirlo e lo cataloga come il migliore nella sua esperienza juventina. «Non ci saranno cessioni eccellenti. Se qualcuno vuole partire è un altro discorso, ma non mi risulta. Allegri via dopo Cardiff? Noi speriamo che non accada, perché ci piacerebbe andare avanti con Allegri che ha dimostrato di essere un grande allenatore e con noi ha acquisito tanto, adesso è uno dei migliori al mondo. Non consideriamo un cambio in panchina» conclude Marotta a Tuttosport.