Mirante racconta: «Problema al cuore? Ho avuto tanta paura, al rientro ero teso»

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Antonio Mirante si è raccontato in una lunga intervista al sito ufficiale della Roma: queste le parole del portiere

Antonio Mirante si è raccontato in una lunga intervista al sito ufficiale della Roma. Queste le parole del portiere giallorosso.

BOLOGNA – «Un altro club in cui sono stato benissimo. La squadra era neopromossa, il presidente Joey Saputo è una persona davvero perbene, la città è bellissima e lo è anche la tifoseria. Lì ho anche attraversato un momento non facile per un problema al cuore che mi ha tenuto fermo per tre mesi. Ho sentito tutta la vicinanza da parte di chi mi era attorno. Bologna è stata davvero una parentesi felice».

MOMENTO DELICATO – «l lieve malore da cui è iniziato tutto è stato il giorno dopo una partita contro il Torino. Nei primi 10 giorni ho pensato di tutto. Era subentrata tanta paura, mi è passata davanti tutta la carriera e non solo, anche tutta la mia vita. Avevo 33 anni, della carriera mi interessava tanto ma pensavo anche che 10 anni di Serie A me li ero fatti e che quindi potevo ritenermi fortunato. In quel momento il pensiero principale era stare bene. Mi sono curato a Roma al Policlinico Gemelli. Dopo 10 giorni di controlli è uscito fuori che fortunatamente non si trattava di nulla di congenito ma di un’infiammazione del miocardio e che quindi avrei potuto ricominciare a giocare. È stato un sollievo. Nonostante per tre mesi non potessi fare nemmeno una corsetta, mentalmente ero già proiettato sulla ripresa. Cercavo di seguire sempre la squadra, anche in trasferta. Una volta ripreso ad allenarmi ho provato a considerarlo come un comune infortunio superato».

RIENTRO – «È stato un Bologna-Atalanta. Abbiamo perso 2-0 e alla fine della partita il preparatore Luca Bucci mi ha detto che non mi aveva mai visto così teso ed era vero. Anche nei mesi precedenti ero molto nervoso e avevo perso quattro chili. Da un giorno all’altro mi ero trovato a un passo dal dover smettere. Ma mi ritengo fortunato per come sono stato seguito dal professor Paolo Zeppilli e dallo staff del Bologna».