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Nesta: «Lazio-Milan, che ricordi! Pronostico? Un pareggio»

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Alessandro Nesta ha giocato solo per due squadre in Serie A, per lui Lazio-Milan significa molto: «A Roma ho lasciato il cuore, a Milano sono stato bene»

Da una parte la squadra del cuore, dall’altra quella che ha reclamato un grosso spazio nei suo pensieri. Ai microfoni de “Il Corriere dello Sport”, Alessandro Nesta non può che essere emozionato quando si parla di Lazio-Milan. Tanti i ricordi che vengono in mente: «Su tutti la finale di Coppa Italia in cui ho anche segnato un gol. La Lazio dopo tanti anni vinceva un trofeo, una serata che ricorderò per sempre. E poi quella del 4-4 nell’anno dello scudetto. Una partita stupenda, con giocatori fenomenali. Shevchenko, quando arrivai al Milan, me la ricordava sempre. Segnò, se non sbaglio, tre gol. Con la maglia del Milan, invece, non ho mai giocate partite super. Posso dirlo. La partita con la Lazio la soffrivo un pochino, la sentivo».

L’ADDIO – Chissà cosa Nesta ricordi dell’agosto 2002, quando Cragnotti stava pianificando la sua cessione al Milan: «L’ho vissuto male quell’agosto: non volevo andare via all’inizio, me lo dissero con sei-sette mesi d’anticipo, poi arrivai all’ultimo giorno di mercato convinto che non sarebbe successo nulla. Mi ritrovai da Formello a San Siro in poche ore, fu un giorno particolare e non potevo essere felice. Dopo sono stato felicissimo, perché il Milan mi ha dato tantissimo e per tanti anni, ma quel giorno non lo ero».

COMPAGNI ALLENATORI – Torniamo all’attualità. Si aspettava che Simone Inzaghi diventasse allenatore? «No, assolutamente no, come non pensavo lo diventassero Oddo e altri come Stellone che conosco da anni. Bravi. Complimenti, hanno avuto una crescita nel tempo che li ha portati a far bene. Simone sta andando benissimo, ma non me lo aspettavo. Simeone si vedeva già allora che sarebbe diventato allenatore, pressava, pensava da tecnico, parlava di tattica. Simone no, era un attaccante, “datemi la palla e faccio gol”, questa era la sua mentalità, non si preoccupava di cosa accadeva dietro. Ho seguito e sto seguendo la sua Lazio. Gioca bene. Complimenti, tanti complimenti a Simone». Dove può arrivare la Lazio? «Per la Champions è dura, perché ci sono squadre più attrezzate davanti, ma sono lì e si è giocato un bel pezzo di campionato. Sognare non costa niente, possono provare ad arrivarci e l’Europa League sarebbe lo stesso un bel risultato».

PASSATO ROSSONERO – Il Milan senza Berlusconi per Nesta è complicato da immaginare: «Il Milan di Berlusconi è stato qualcosa di unico, non solo una squadra importante, ma uno stile, un grande stile. Il presidente ha dato questa impronta, è stato diverso dagli altri club. Dura vederlo con un’altra proprietà, è difficile che possano ripetere certi successi, ma poi lo stile Milan non è una cosa astratta. Sai come ti devi comportare, non puoi fare quello che vuoi. Devi giocare e comportarti bene, loro pensano a tutto. Almeno, sino a quando c’ero io, andava così». Cosa la colpisce di Montella allenatore? «Mi piace molto, perché ha un’idea di calcio interessante, allena una squadra offensiva, è molto bravo».

RICORDO NEFASTO – Forse a Montella è legato il ricordo più brutto nel derby con la Roma. Si parlò tanto della sua sostituzione nell’intervallo. Come andò? «L’ho ricordata cento volte. Ho giocato una brutta partita e sono uscito, venivo da una settimana difficile, ero stato quasi venduto, sono crollato per tutto. Mi avevano chiamato dalla società per dirmi che sarei dovuto andare via, ho beccato un avversario fortissimo. Una serataccia può capitare a tutti, purtroppo capitò nel derby». Lunedì che partita si aspetta? E’ più forte la Lazio o il Milan? «In questo momento il Milan forse è in difficoltà, anche se ha vinto a Bologna. Come momento generale di forma forse sta meglio la Lazio, sono due grandi squadre, giocheranno un calcio aperto, gli episodi come al solito diventeranno decisivi. Pronostico? Diciamo un pareggio».