Niang-Toro, siamo ai titoli di coda?

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

M’Baye Niang doveva essere il colpo di mercato principale della campagna acquisti del Toro: oggi è in panchina

A.A.A. cercasi Niang. Il cartello virtuale è appeso fuori dallo spogliatoio del Filadelfia, dove l’attaccante si allena dall’estate con la maglia del Torino. Il 24 aprile 2011, all’età di 16 anni e 4 mesi, Niang fa l’esordio in Ligue 1 stabilendo il record di precocità nella storia del Caen: oggi si è perso. O non si è mai ritrovato. Domenica a San Siro le strade del Milan e di Niang si incroceranno di nuovo, da avversario questa volta dopo che per ben tre volte il club rossonero ha puntato su di lui prima di cederlo in prestito a Montpellier, Genoa e Watford. Troppo acerbo, incostante o bizzoso le motivazioni che hanno spinto in estate alla cessione al Toro di Urbano Cairo, convinto il presidente granata dalle insistenze di Sinisa Mihajlovic, che al Milan aveva cullato l’atttaccante.

EROE MEDIOCRE – Cinque reti nel Genoa in 14 partite. Altrettante reti nel 2015-16 al Milan. Sono racchiusi in due mezzi campionati i ricordi di M’Baye Niang, 23 anni a dicembre. Eroe con la maglia della nazionale del Senegal, giocatore mediocre a Torino. «È l’asso del futuro» continua a ripetere chi lo ha allenato, da Gasperini, con cui ha fatto faville al Genoa, a Mihajlovic, che ha scommesso buona parte della reputazione con un investimento così oneroso. Non a caso l’allenatore del Torino l’ha difeso finché ha potuto, titolare per otto gare di fila nella speranza di far ritrovare ritmo e gamba alla pantera nera.

UN SOLO GUIZZO – A oggi il bilancio è di dieci partite, un gol contro il Verona, un assist e due cartellini gialli, 648’ in campo, più di un’ora a partita. In panchina con il Cagliari, nelle ultime due uscite, contro Inter e Chievo Niang, finito il bonus, è entrato nel finale, l’ultimo tentativo di Mihajlovic per spronare e recuperare al calcio il suo pupillo. Difficile l’impiego dal primo minuto a San Siro, tanto più con il ritorno al 4-3-­3, con i posti prenotati nel tridente d’attacco da Ljajic­, Belotti e ­Iago Falque. Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, in società si sta valutando se cedere in prestito l’attaccante al mercato di gennaio per evitare di depauperare un capitale, perché di questo passo Niang non sarà mai una plusvalenza vista la cifra record di 15 milioni spesa da Cairo in estate.