Hanno Detto
Pandev racconta: «Lotito non mi dava pace. Mi allenavo da solo. Vidi la Supercoppa vinta contro l’Inter da casa mia»
Pandev racconta: «Quella Lazio era una novità, per me e per i tifosi. Erano passati grandi campioni prima di me»
Goran Pandev, ex attaccante della Lazio, ha ripercorso la propria esperienza in biancoceleste in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi su momenti chiave, ricordi e retroscena della sua avventura nella Capitale; di seguito alcuni passaggi significativi delle sue dichiarazioni.
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CHIAMATA LAZIO – «Avevo vissuto un’annata disastrosa ad Ancona, senza stipendio. Quella Lazio era una novità, per me e per i tifosi. Erano passati da Boksic, Salas, Mancini e Claudio Lopez a… Pandev e Rocchi. Scherzi a parte, lo scetticismo era comprensibile».
DELIO ROSSI – «Mi ha cresciuto. Palestra, forza, corse di 15 chilometri nei boschi, ritiri massacranti. Mi trattava bene perché non dicevo una parola. Anche se la domenica segnavo e magari lui mi spediva in panchina. Oggi lo posso dire: il miglior Pandev si è visto alla Lazio. Con lui».
GOL PIU’ BELLI – «Uno alla Juve al Delle Alpi, nel 2004. Saltai Cannavaro, Thuram e Zebina e segnai a Buffon. Il più bello della mia carriera. E poi a doppietta al Real dei Galacticos in Champions, nel 2007. Ho ancora la maglia di Van Nistelrooy: mi fece i complimenti».
PROCESSO – «Una premessa: ho dato tutto. E lasciare così mi fa ancora male. Ho giocato con le infiltrazioni e con uno stiramento. Nella finale di coppa del 2009 non mi reggevo in piedi, ma pur di esserci giocai infortunato. Detto questo, quei sei mesi fuori rosa furono un incubo. Mia moglie era incinta, io soffrivo come non mai».
RINNOVO – «Lotito non mi dava pace. Mi allenavo da solo. Vidi la Supercoppa vinta contro l’Inter da casa mia, incazzato nero. E poi mi metteva pressione per rinnovare alle sue condizioni. Ogni giorno veniva qualcuno a parlarmi del contratto. Non lo faceva solo con me, ma anche con altri. Insomma, mobbing puro. A giugno si presentarono Siviglia, Zenit, Juventus, Atletico, Inter. Anni prima mi aveva cercato anche il Bayern. Lotito mi mise fuori rosa e rifiutò ogni offerta. Non l’ho più incontrato, ma alla Lazio segnavo sempre…».