Ranieri e la nuova avventura francese: «Io, cittadino del mondo»

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© foto Claudio Ranieri

Alla guida del Nantes, Claudio Ranieri spera di collezionare un’altra impresa: «Nuovo Leicester? Eviterei i paragoni, ma i giocatori mi seguono»

A veva portato il Monaco dalla Ligue 2 in zona Champions nel 2014. In Francia c’è tornato quest’estate a Nantes, nobile decaduta di Ligue 1, ma già virtualmente sul podio (3° posto), alla pari del Marsiglia, e quindi in zona preliminari Champions. Impossibile non pensare subito al miracolo Leicester con cui Claudio Ranieri trionfò in Premier nel 2015-­16. Anche se il tecnico italiano preferisce evitare paragoni. Se le dico 2,66? «È il rapporto tra punti incassati e gol fatti del mio Nantes». Giusto, 16 punti con sole sei reti. E nessuno fa meglio in Europa. «Però vorrei vedere più gol anch’io. Si vede che li facciamo quando servono. Dobbiamo migliorare in fase di non possesso e possesso». Infastidito se si parla di Nantes all’italiana? «Sono stato il primo a dirlo. Ai miei ragazzi ormai chiedo non solo di essere tattici come gli italiani, ma anche di metterci un po’ di champagne. Cominceremo a divertirci con la squadra al completo, liberata da certi timori. Per ora sono soddisfatto. I giocatori mi seguono al 100%, rimediamo agli errori e in attesa di creare più occasioni, è importante che i pochi gol servano per vincere». Con un Nantes così è difficile non pensare al suo Leicester. Ci sono punti in comune? «Non facciamo paragoni. Ma in effetti in allenamento vedo nei ragazzi concentrazione, intensità, determinazione, attenzione al dettaglio per migliorare come a Leicester».

ITALIA E COLLEGHI – Ma la Juventus potrebbe mettere in difficoltà questo Psg? «La Juve è una macchina da guerra che può mettere in difficoltà chiunque». Napoli e Roma, un gradino sotto. «La Roma sta cambiando pelle con nuovi giocatori e Di Francesco. Al Napoli manca magari un po’ di fortuna. Ma Sarri sta gestendo bene la rosa, con un buon turnover, anche per Hamsik. Spero arrivino pronti in primavera». La Champions ha portato anche il primo esonero in carriera di Ancelotti, dal Bayern. «Benvenuto nel club! Scherzi a parte, non conosco i dettagli, ma forse Carlo ha messo fuori certi elementi per farli reagire. L’ha pagata con la panchina, ma sul lungo periodo penso che il Bayern vada rifondato come quando certi giocatori restano troppo a lungo e non hanno più la stessa motivazione». Al Chelsea Conte sembra avere nostalgia per questa Serie A in fase ascendente? «La Premier rimane il top e non sono così convinto della nostalgia di Conte. Forse si aspettava un mercato diverso, ma Abramovich da qualche anno non fa più spese folli. Manchester City e United invece hanno fatto grandi acquisti, quindi posso immaginare che per Antonio combattere su più fronti con gli stessi giocatori costi più fatica». Ranieri invece non ha nostalgia dell’Italia? «Da quando nel lontano 1997 sono andato in Spagna mi sono sentito cittadino europeo e del mondo. Per me è importante far bene le cose. Il Paese non conta. E poi a Nantes si vive bene».