2012
Udinese, Di Natale: “Tanti ricordi dagli Europei, il mio futuro…”
UDINESE – Antonio Di Natale, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha parlato di quanto è accaduto nel mese scorso, con la bella avventura agli Europei. Un percorso fermato in finale dall’invincibile Spagna, come ha ammesso anche il bomber dell’Udinese: “Che ricordi mi porto dagli Europei? Innanzitutto quello di essere stato l’unico ad aver fatto gol alla Spagna. E’ stata una grande rivincita dopo quel rigore del 2008. Ho detto a Casillas? “Ehi, ora siamo pari”. Lui si è messo a ridere, è un gran portiere, Ma i ricordi sono tanti, è stata una grande esperienza, un gruppo bello. Platini ha la mia maglia, Bierhoff è venuto in spogliatoio a complimentarsi, i presidenti Napolitano e Monti hanno avuto grandi parole per noi. Gli amici di Udine mi hanno sostenuto. Io decisivo solo con l’Udinese? Lo ritengo un gran complimento. L’Udinese negli ultimi due anni è arrivata quarta e terza. Su quel tiro ho colpito di prima e Casillas è stato bravo. Sono attimi, bisogna giocare a calcio per giudicare. Il confronto con la Spagna? Credo che la prima partita con loro sia stata la nostra miglior gara. Ma la Spagna è di un altro pianeta, è più avanti di noi, nella cultura. Ha grandi giovani, si diverte e Iniesta è proprio super. In finale eravamo stanchi, con diversi infortunati e in 10, peccato. Balotelli? Potenzialmente è un fenomeno. Ha gamba, potenza, un destro incredibile. Deve giocare più con i compagni e imparare alcuni movimenti senza palla. Se capisce bene le qualità che ha è da Pallone d’oro. Gli ho parlato tanto e lui mi ha chiesto tanto perché mi diceva che io vedo la porta e faccio gol. Lui ha in testa il gol.”
In seguito, Di Natale ha parlato del futuro della sua Udinese, a partire dall’imminente preliminare di Champions League: “Tornerò il 27 ad Arta Terme. Ma dal 22 lavorerò con Paolo Artico, qui in Toscana. Voglio essere pronto per il 21 agosto, per il preliminare di Champions, Stavolta siamo completi. L’umore dei tifosi? Devono stare tranquilli. I Pozzo sanno quel che fanno. Hanno venduto, ma sapendo di avere i ricambi, non possono prendere campioni navigati. I conti si fanno alla fine, bisogna capire che a Udine un giocatore forte dopo 2-3 anni deve andar via. Abbiamo perso Asamoah, Isla e Handanovic, ma Brkic, Muriel, Badu e i nuovi sono forti. Muriel? Ha qualità, ma il secondo anno è più difficile del primo. Se capisce questo concetto può diventare il nuovo Sanchez. Obiettivo Europa? Credo di sì e voglio rigiocare la Champions, sfiorata con l’Arsenal. Saprò come gestirmi, anche se 50 gare non posso farle. Fiducia ai Pozzo? Assolutamente. Il presidente mi ha fatto un regalone mettendo a disposizione della mia famiglia un aereo per l’Europeo. Un gran gesto. Come il rinnovo fino al 2014. Voglio andare avanti con loro e con Asics e con la scuola calcio per dare qualche ragazzo italiano all’Udinese. Poi? Mi vedo dirigente, sto imparando con Carnevale. Mi piace trattare con i giocatori. Fare l’allenatore è dura, ci vuole troppa pazienza.“