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Udinese, Gianpaolo Pozzo racconta: «Si parlava di 300 milioni ma non vogliamo vendere…Dico questo sul futuro di Solet e Davis»
Udinese, Gianpaolo Pozzo – presidente dei friulani – si è espresso così a proposito di passato, presente e futuro del club
Il presidente dell’Udinese, Gianpaolo Pozzo, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di radio GR Parlamento. Queste le sue dichiarazioni.
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RIAVVOLGE IL NASTRO – «Gli anni sono passati come un fulmine… Tra gli allenatori che ho avuto ricordo con piacere le imprese di Zaccheroni e Spalletti, un ottimo tecnico. Ne abbiamo avuti tanti, non sempre se le cose non giravano bene era colpa loro, soprattutto perché noi dobbiamo rinnovarci ogni anno. Quando esplode un giocatore è difficile trattenerlo, ci sono le grandi piazze. Non sempre c’è il tempo di adattamento di cui i giocatori hanno bisogno».
GIOCATORE PIU’ FORTE AVUTO ALL’UDINESE – «Ne abbiamo avuti parecchi. Quello di cui ho più grandi ricordi è Di Natale, ma potrei citare anche Bierhoff e altri. Sarebbe ingiusto parlare di qualcuno, ne dimenticherei altri».
PREZZO DELL’UDINESE – «Vorrei precisare prima di tutto che non vogliamo vendere, ma vogliamo internazionalizzare il club, un po’ come ha fatto l’Atalanta, per migliorare i risultati sportivi. Il nostro è un budget regionale e l’obiettivo è una salvezza tranquilla. Questo è quello che le risorse ci permettono, poi può succedere che ti esplode un giocatore, ma per arrivare nelle coppe ce ne vogliono di più. Abbiamo sempre cercato di potenziare, se qualcuno vuole venire a Udine per un progetto ambizioso, noi siamo qua a qualsiasi condizione. Fare cifre è difficile, ma la trattativa di cui si parlava e che avevamo anche firmato prevedeva la cessione dell’Udinese a 300 milioni di euro. Non siamo qui però per vendere, vorremmo la partecipazione di qualche fondo, solo per migliorarci a livello sportivo. Altrimenti siamo qui, non abbiamo per fortuna bisogno di vivere con le risorse dell’Udinese, che rimane un hobby con impegni professionali di alto livello».
EUROPA – «Dopo tanti anni possiamo dire che noi qui riusciamo a rimanere tranquillamente in Serie A, più o meno. Se avessimo la fortuna di migliorare la classifica a livelli europei ben venga. L’Atalanta era un club similare all’Udinese e ora lo è a livello internazionale».
OBIETTIVI – «La squadra potenzialmente può arrivare a 50 punti, ma c’è sempre la questione di giocatori che devono adeguarsi in tempo all’ambiente e alla mentalità. Qualcuno ci riesce, ma un calciatore ha bisogno di un minimo di tempo… Abbiamo giocatori validissimi, che devono maturare in questa realtà, se si verifica, potremmo fare 50 punti».
DAVIS – «Lo abbiamo pagato 3 milioni di euro, è un bravissimo giocatore anche a livello di comportamento e atteggiamento nei confronti della società. Ha avuto dei momenti difficili, ma se gli dai la palla sa come gestirla e fa gol».
SOLET – «Nelle trattative è difficile stabilire un prezzo, non mi sento di fare un prezzo, non siamo la Borsa. Ci sono margini difficili da stabilire, scambi eventuali di giocatori… Lui è molto importante per la difesa, si vede, è molto bravo e fa un lavoro molto valido».
FIGLIO GINO – «I risultati dell’Udinese in questi 30 anni… Beh, la base è merito suo. Gli acquisti e le vendite li cura lui».
COMO – «Sono miracolosi per la verità. Non bastano i soldi, bisogna essere anche capaci, sono arrivati in una zona che sotto il profilo calcistico non ha una grande tradizione e stanno facendo delle cose incredibili. Sono bravi nella gestione, hanno centrato tutto, anche l’acquisto dei giocatori. Bravissimi. Non li conosco, ma hanno investito bene i loro soldi».
LUCCA NAPOLI – «Noi lo avevamo qui che funzionava bene, ha fatto ottimi campionati. Bisogna avere un po’ di pazienza, le cose non girano bene subito. Non so perché, non è possibile che un giocatore così giovane inverta il rendimento da un anno a un altro. Deve sicuramente ritornare fuori quel giocatore che abbiamo conosciuto, aveva carattere e segnava».
SPALLETTI ALLA JUVE – «È un allenatore che riesce a sviluppare qualsiasi situazione, anche in difficoltà. Sicuramente, con la pazienza, rimetterà a posto la squadra. Lo conosco, so le sue capacità».
VAR – «Nel 99% dei casi ha risolto dei problemi che sarebbero state ingiustizie. Lo perfezioneranno, ma è la strada giusta. Questa tecnologia ha aiutato a migliorare tanto le cose. Io la vedo bene, lo dico in modo obiettivo. Ricorderete che 30 anni fa ero contro gli arbitri, adesso va molto meglio».