Connect with us

Serie A

Caso Zappi, la FIGC ha deciso di commissariare l’AIA: cosa sta succedendo dopo l’inibizione per 13 mesi del presidente

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

Aia

Caso Zappi, la FIGC avrebbe deciso di commissariare l’AIA: la ricostruzione dopo l’inibizione per 13 mesi del presidente

Il calcio italiano si sveglia con una notizia shock che scuote le fondamenta del sistema arbitrale. Il Consiglio Federale della FIGC, convocato d’urgenza nella mattinata di oggi, ha deliberato il commissariamento dell’AIA. La decisione, anticipata da Calcio e Finanza, è la diretta conseguenza dell’inibizione di 13 mesi inflitta al presidente Antonio Zappi.

La Federazione ha scelto la linea dura, intervenendo a gamba tesa per garantire la credibilità del settore in un momento delicatissimo, azzerando di fatto i vertici dell’associazione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le accuse: pressioni per il “ribaltone” tecnico

Alla base del terremoto c’è la sentenza emessa lo scorso 12 gennaio dal Tribunale Federale Nazionale. Zappi è stato condannato per comportamenti ritenuti “pressanti e non corretti” nei confronti dei vertici degli organi tecnici delle leghe minori. Secondo la Procura Federale, il numero uno degli arbitri avrebbe esercitato indebite pressioni per costringere alle dimissioni Maurizio Ciampi e Luca Pizzi, all’epoca responsabili delle designazioni rispettivamente per la Serie C e la Serie D. L’obiettivo di questa manovra politica era chiaro: liberare le poltrone per insediare due figure di alto profilo, ovvero Daniele Orsato e Stefano Braschi, ridisegnando così la geografia del potere arbitrale.

Il nodo giuridico: la FIGC non aspetta

La decisione del Consiglio Federale nasconde anche un aspetto procedurale rilevante. Regolamento alla mano, Zappi avrebbe potuto tecnicamente mantenere la carica fino al giudizio definitivo (il secondo grado di giudizio), necessario per far scattare la decadenza formale. Tuttavia, di fronte a una condanna in primo grado superiore ai 12 mesi e alla gravità delle contestazioni, la FIGC ha deciso di non attendere. La governance del calcio italiano ha ritenuto insostenibile la permanenza di un presidente inibito e sotto accusa per manovre di palazzo, optando per il commissariamento immediato. L’AIA volta pagina nel modo più traumatico possibile: ora si attende il nome del Commissario che dovrà traghettare gli arbitri fuori dalla tempesta.

Change privacy settings
×