Serie A
Caso Astori, emergono nuovi dettagli dalle motivazioni: il certificato falso e le condanne dei medici
Nuovi sviluppi nel caso Astori: il certificato medico falsificato al centro della sentenza del tribunale, le ultime
A otto anni dalla tragica scomparsa di Davide Astori, il caso giudiziario legato alla sua morte continua a far discutere. Il tribunale di Firenze ha infatti pubblicato le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di alcuni professionisti coinvolti nella vicenda avvenuta il 4 marzo 2018 a Udine. Le nuove carte chiariscono il quadro delle responsabilità e confermano irregolarità nella gestione della documentazione sanitaria del capitano della Fiorentina.
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Il professor Giorgio Galanti, all’epoca responsabile della Medicina dello Sport dell’ospedale Careggi, è stato condannato a un anno di reclusione per falso ideologico. Secondo la sentenza, avrebbe prodotto un certificato medico retrodatato dal 2019 al 2017. Condanne anche per la dottoressa Toncelli e per il professor Modesti, entrambi a otto mesi: quest’ultimo è stato ritenuto responsabile anche della distruzione di un atto autentico. Le motivazioni sottolineano come tali condotte abbiano compromesso la trasparenza e la correttezza delle procedure interne.
Il tribunale evidenzia inoltre che le irregolarità contestate ai tre professionisti hanno avuto ripercussioni sull’intero reparto, coinvolgendo altri membri accusati di negligenza. Un quadro che, secondo i giudici, ha messo a rischio la credibilità del sistema sanitario pubblico e sollevato interrogativi sulla gestione dei controlli medici in ambito sportivo. La vicenda, a distanza di anni, continua così a rappresentare una ferita aperta per il mondo del calcio e per le istituzioni coinvolte.