Calcio italiano
Commissariamento FIGC, la nuova ombra sul calcio italiano dopo lo scandalo arbitri: i precedenti nel nostro Paese e all’estero
Commissariamento FIGC, nuova ombra sul calcio italiano dopo lo scandalo arbitri in Serie A: i precedenti nel nostro Paese e all’estero
Il nuovo terremoto che ha investito il mondo arbitrale italiano riporta d’attualità un tema che sembrava uscito dal radar: il possibile commissariamento della FIGC. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina e in piena corsa verso le elezioni federali del 22 giugno, il sistema calcio si trova ora a fare i conti con un’altra crisi istituzionale, legata all’inchiesta che avrebbe coinvolto Gianluca Rocchi e altri vertici arbitrali. Lo Statuto CONI prevede il commissariamento di una federazione in caso di gravi irregolarità nella gestione, gravi violazioni dell’ordinamento sportivo, impossibilità di funzionamento degli organi oppure quando non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni nazionali. È proprio su questo sfondo che la questione è tornata a pesare nel dibattito sportivo e politico.
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Guardando alla storia della FIGC, il commissariamento non sarebbe affatto una novità. L’albo ufficiale dei presidenti federali pubblicato dalla federazione mostra infatti una lunga serie di gestioni commissariali. Le nomine commissariali riportate sono 12: Lando Ferretti nel 1926, Bruno Zauli nel 1958, Federico Sordillo nel 1980, Franco Carraro nel 1986, Antonio Matarrese nel 1987, 1989 e 1993, Raffaele Pagnozzi nel 1996, Gianni Petrucci nel 2000, Guido Rossi nel 2006, Luca Pancalli nel 2006 e Roberto Fabbricini nel 2018. In sostanza, se oggi si arrivasse a un nuovo commissariamento, la FIGC aggiungerebbe un altro capitolo a una storia che sul piano straordinario ha già numerosi precedenti.
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Anche a livello internazionale il fenomeno esiste ed è regolato in modo esplicito dalla FIFA, che nei propri Statuti prevede la possibilità di istituire un normalisation committee per sostituire temporaneamente gli organi di una federazione in circostanze eccezionali. Negli ultimi anni i casi ufficiali non sono mancati: la FIFA ha nominato comitati di normalizzazione in Camerun nel 2017, in Uruguay nel 2018, in Pakistan a partire dal 2019 con proroghe successive, e in Brunei nel 2025. Ci sono stati inoltre altri precedenti, come quelli di Guatemala, Honduras, Guinea e Chad.