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Calcio italiano

Addio a Beccalossi, l’ultimo saluto a Brescia: il mondo del calcio si stringe attorno alla famiglia

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Beccalossi

Addio a Beccalossi, folla commossa alla camera ardente: il tributo di Brescia e dei protagonisti del calcio

Una sala semplice, impreziosita dallo stendardo del Coordinamento Inter Club Brescia e stretta attorno alla bara di legno chiaro recante la sua foto al centro. Così si presenta la camera ardente allestita alla Poliambulanza di Brescia per l’addio a Evaristo Beccalossi. Un saluto schietto, sincero e vivace, in piena sintonia con quello che era il suo carattere, dove la moglie Danila e la figlia Nagaja sono state avvolte dall’affetto di tifosi, cittadini e vecchi compagni di squadra. Il racconto de La Gazzetta dello Sport.

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Il ricordo del mondo nerazzurro e delle istituzioni
• Giuseppe Marotta (Presidente dell’Inter): Giunto sul posto nel primo pomeriggio, ha ricordato il fantasista con grande ammirazione: “Evaristo è stato fonte di ispirazione per i giovani. Ha vissuto il suo splendore in un calcio profondamente romantico. Aveva una classe immensa, toccava il pallone come se danzasse, sembrava pattinare sul campo della Scala del calcio. Le sue erano giocate sublimi ed eccezionali, che entusiasmavano persino gli avversari. Giocatori con quella qualità oggi sono rari; forse Nico Paz gli somiglia un po'”.
• Laura Castelletti (sindaca di Brescia): Ha voluto sottolineare il legame umano e territoriale del campione: “Sono qui per l’affetto profondo che mi lega a Danila e Nagaja. Evaristo è stato un grande giocatore, ha rappresentato Brescia portandola nel cuore e mantenendo sempre un legame fortissimo con la sua città”.


Le testimonianze
Il tributo di chi ha condiviso il campo con lui è un misto di enorme stima tecnica e sorrisi malinconici:
• Egidio Salvi (storico capitano del Brescia): lo ha accostato a uno dei più grandi della storia: “Ho giocato un anno con Omar Sivori al Napoli. Posso affermare che il sinistro di Evaristo era esattamente a quel livello”.
• Stefano Bonometti (ex difensore biancazzurro): ha ricordato l’estro del “Becca” anche fuori dal campo, dai rimproveri di mister Giorgi per le sigarette in ritiro, fino al suo celebre diktat tattico: “Mi diceva: ‘Tu non devi solo rincorrere gli avversari, ruba la palla e dalla a me, che poi ci penso io’. Numeri 10 così non nascono più; è semplicemente assurdo che non abbia mai giocato in Nazionale”.
• Eugenio Corini (allenatore dell’Union Brescia): ha svelato un aneddoto ironico sui rigori sbagliati: “Scherzavamo spesso sul fatto di essere tra i pochi bresciani ad aver fallito due rigori nella stessa partita, un po’ come capitò a Pirlo in Under 21. Questo dice molto della nostra testardaggine. Per visione di gioco e facilità di passaggio, lo accomuno proprio ad Andrea”.

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