Calciomercato
Daniele Longo: «Milan, piace Karetsas. Vlahovic Juve oggi non è un’opzione. Nazionale? Occhio a Bergomi e Albertini» – ESCLUSIVA
Dal mercato di Milan, Inter, Juventus, Lazio e Cagliari fino al futuro della Nazionale: il punto con il giornalista di Calciomercato.com Daniele Longo
Il calciomercato entra sempre più nel vivo e le big di Serie A continuano a lavorare per rinforzare le rispettive rose. Dal Milan, che dopo l’arrivo di Gila punta a regalare nuovi innesti offensivi a Ruben Amorim, passando per l’Inter alla ricerca di un altro difensore, fino alla Juventus e al futuro di Dusan Vlahovic. Senza dimenticare Lazio, Cagliari e il capitolo Nazionale, con il rebus sul prossimo commissario tecnico e sul possibile direttore tecnico della FIGC.
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Per fare il punto sulle principali trattative e sugli scenari più caldi del mercato abbiamo intervistato Daniele Longo, giornalista di Calciomercato.com ed esperto di mercato, che ha analizzato le strategie dei principali club italiani, soffermandosi sulle piste più concrete, sui nomi destinati ad animare le prossime settimane e sulle operazioni che, almeno per il momento, restano soltanto suggestioni di mercato.
Allora, guarda, sul Milan c’è Gila che sta facendo chiaramente le visite mediche e quindi lo diamo per un colpo ormai chiuso. Ti volevo chiedere, visto che adesso pare che il Milan si concentri sulla zona dalla trequarti in su, qual era il nome per te più vicino tra quegli usciti e se sempre in difesa verrà fatto qualcos’altro oltre Gila indipendentemente dall’uscita magari di Tomori?
«Guarda, il Milan sta facendo chiaramente un mercato importante, un mercato comunque sempre operazione dopo operazione, step dopo step, con contatti tra Cardinale e Ruben Amorim e questa è una cosa molto importante, è un po’ la rottura con la scelta del passato dove gli allenatori erano poco presenti nella scelta dei giocatori, l’ultimo con cui si era provato un esperimento di questo tipo, anche se un po’ diverso perché c’era un direttore sportivo vero e proprio, c’era proprio un team di lavoro strategico come quello attuale, fu l’ultimo anno di Pioli quando andarono via anche Maldini e Massara.
Di sicuro il Milan deve cambiare molto, soprattutto a livello di concetti di gioco perché comunque si passa da una squadra che difendeva col blocco basso, molto conservativa e risultatista, a una squadra che vuole dominare l’avversario, vuole dominare il gioco, quindi secondo me arriveranno, da quello che abbiamo potuto capire a livello di strategia del club, arriverà un attaccante esterno/trequartista cioè deve avere delle caratteristiche ben precise, che sappia giocare fra le linee, che sappia creare la superiorità numerica, fornire degli assist, mandare in porta i compagni, quindi mi sembra che il profilo di Karetsas risponda perfettamente all’identikit. Credo che sia lui in questo momento il giocatore preferito, era stato già seguito dagli scout del Milan a fine febbraio, quindi promosso su tutta la linea, un giocatore che aveva una valutazione importante, già quasi da giocatore finito, 35 milioni di euro. Il Milan ha avviato i primi contatti.
Anche se Ibrahimovic spinge molto, però Alajbegovic è un talento bosniaco che il Milan aveva già iniziato a seguire prima della sua esplosione a livello mediatico, culminata con la buona parentesi mondiale, ma soprattutto un grandissimo protagonista anche negli spareggi con l’Italia e con il Galles, il Milan lo seguiva già da tempo perché poi è sempre molto attento ai movimenti che fa il Salisburgo, che è una fuscina di talenti incredibili.
Il Milan ha chiuso tante operazioni con il Salisburgo, Okafor, Pavlovic, quindi era molto attento a quel tipo di contesto, l’aveva già inserito nel database il suo profilo. Ibrahimovic se n’è innamorato e sta spingendo con la proprietà e con l’allenatore affinché possano provare a concretizzare un interesse di lunga data, non è facile perché poi ora ha un hype elevato, quindi adesso c’è anche una grande concorrenza. Sul discorso: da quello che abbiamo capito il Milan un difensore centrale/braccetto che sappia fare tutti e due i ruoli lo vuole fare ancora.
Inacio dello Sporting lo teniamo ancora come contatto delle ultime settimane, soprattutto se dovesse uscire Tomori e portare nelle casse rossonere una cifra intorno ai 15 milioni di euro, Il Milan ha avuto diversi contatti con dei club inglesi, quello che si è fatto in avanti in maniera più concreta è il Coventry ma il giocatore ha preso tempo perché nonostante la stima nei confronti di Lampard, la stima nei confronti di un club storico che sta tornando in Premier League vorrebbe capire se possono aprirsi le possibilità con club che fanno ancora le competizioni europee».
Passando all’Inter il tema dopo l’arrivo di Khalaili che è sbarcato oggi è sempre quello difensivo. In questo senso sono rimbalzate da ieri voci abbastanza importanti, più come suggestione che come effettiva pista di mercato, che vedrebbero l’Inter aver riaperto la pista che porta allo svincolato Alaba in alternativa a Chalobah sul quale c’è anche il Como, quindi da questo punto di vista volevo sia un tuo parere e magari una conferma o una smentita su questo e se invece tra i due alla fine può spuntarla un profilo come Lucumì del Bologna
«Lucumì del Bologna è sicuramente una di quelle possibilità che l’Inter sta valutando internamente, è stato valutato anche dalla Juventus, è un giocatore che ha già espresso al Bologna la volontà di cambiare aria. In realtà già l’anno scorso voleva andare al Sunderland, non fu lasciato andare e quindi i rapporti si erano un po’ incrinati soprattuttto tra il suo agente e Giovanni Sartori. Lucumì è una possibilità qualora l’Inter non trovasse un accordo totale con il Chelsea perché Chalobah è stato bloccato, il giocatore vuole venire all’Inter, c’è un accordo di massima sui termini personali, quindi sul contratto. Ballano circa 5 milioni di euro tra Inter e Chelsea sulla valutazione del cartellino.
L’Inter ha avuto dei contatti anche col Como per capire se il Como arrivava a quella cifra lì, alla cifra che chiede il Chelsea, ma non c’è l’intenzione di fare delle aste, anche perché il Como ha messo nel mirino soprattutto Davidson Sanchez del Galatasaray e prepara un’offerta da circa 20 milioni di euro. Io credo che l’Inter abbia comunque in mano Chalobah e concluderà l’operazione Chalobah, in alternativa se dovesse saltare per 5 milioni di euro. potrebbe attivare la pista a Lucumì».
Quindi Alaba lo escludi?
«No, Alaba è un giocatore che ha un curriculum importante anche se viene da troppe stagioni caratterizzate da una discontinuità di utilizzo e non di rendimento perché è stato spesso infortunato, non è più giovanissimo. Vorrebbe giocare in Italia, il suo agente Pini Zhaavi lo sta proponendo. Ha giocato in Bundesliga con il Bayern Monaco, in Spagna con il Real Madrid, sarebbe molto galvanizzato dall’idea di provare un’esperienza in Italia, il problema è che, oltre ad avere dei costi comunque importanti tra commissioni e richiesta di ingaggio, persistono delle perplessità legate alle sue condizioni fisiche, al suo rendimento attuale. Non lo vedo come un’opportunità prioritaria per i club italiani, magari potrebbe diventare un’opportunità last minute soprattutto se non dovesse trovare l’accordo con altri club da fine luglio-agosto».
Invece un altro parametro zero disponibile sul mercato, un po’ a sorpresa per il valore del giocatore ma non tanto per le richieste economiche è Vlahovic che al 10 luglio è ancora svincolato dopo la scadenza del contratto con la Juve, quindi in questo senso volevo chiederti se c’era la possibilità a questo punto abbastanza clamorosa che venisse riattivato il dialogo tra la Juve e Vlahovic che come sappiamo ha ricevuto un’unica offerta, quella del Besiktas e se il serbo sarebbe disposto poi pur di rimanere alla Juve a fare quel passo indietro a livello economico che nei mesi scorsi non ha voluto fare
«La risposta è un po’ complessa. Partiamo da due dati di fatto: la Juventus sta trovando delle difficoltà importanti sia per chiudere l’operazione Kolo Muani che è il piano A perché ballano una decina di milioni di euro tra richieste e offerta. La Juve non vorrebbe andare oltre i 20 e il PSG chiede oltre i 30. Idem per Sorloth che da subito è stato individuato come il piano alternativo, il piano B a Kolo Muani. Anche qui parliamo di una decina di milioni di euro tra la valutazione che fa l’Atletico Madrid e la valutazione che fa la Juve.
Dall’altra parte c’è un Vlahovic che pensava di avere un mercato importante, di avere solo l’imbarazzo della scelta e in realtà l’unica offerta è arrivata dal Besiktas che ha accolto tutte le sue richieste perché gli ha offerto un contratto triennale da 8 milioni di euro a stagione e un bonus alla firma e commissioni per il suo entourage intorno ai 15-20 milioni di euro, quindi avrebbe risposto a tutte le richieste. Vlahovic ha preso tempo perché probabilmente vorrebbe cercare qualcosa da un campionato più stimolante rispetto a quello turco ma il Besiktas non lo aspetta in eterno. Queste due condizioni secondo me stanno riportante in auge la possibilità che alla fine possono tornare insieme.
Al momento ti dico però che non è una opzione che sta valutando la Juventus perché anche a livello d’immagine riprendere adesso Vlahovic sarebbe un segnale di debolezza perché vuol dire che ti stai piegando, comunque ti stai aprendo completamente a metterti a disposizione di un giocatore che invece ha fatto il giro delle sette chiese e ancora non ha trovato la disponibilità da altre squadre. Poi che questo scenario possa diventare concreto tra un mese, con i parametri zero lo sappiamo che poi non puoi dare mai una definizione precisa perché tutto può cambiare, ma ad oggi non mi risulta che la Juve stia perlustrando la possibilità di ritornare con Vlahovic anche perché è vero che Vlahovic la chiusura l’ha fatto più che altro con Comolli, i rapporti erano compromessi e c’era un grande ostracismo da parte di entrambe le parti, però è anche vero che la Juve deve chiudere un capitolo e guardare avanti, non avrebbe molto senso oggi riprendere Vlahovic».
Come si muoverà la Lazio per sostituire Gila dopo l’incasso tra 30 milioni ottenuto dal Milan, considerando il 50% da destinare al Real Madrid?
«La Lazio per sostituire Gila è in trattativa abbastanza avanzata con la Dinamo Zagabria per Dominguez, un difensore spagnolo segnalato proprio da Rino Gattuso che l’aveva conosciuto anche nella sua esperienza in Croazia, l’aveva individuato come un profilo molto interessante, la Lazio andrebbe a dare il ricavato della cessione di Gila, quindi 15 milioni di euro, si sta trattando per definire tutti i dettagli. La trattativa non è ancora chiusa ma molto ben impostata e comunque anche il giocatore considerando quello che è poi la storia dei giocatori spagnoli alla Lazio, lo stesso Gila, Luis Alberto, Pedro, hanno fatto bene nella Capitale con la squadra biancoceleste, credo sia molto stimolato dalla possibilità di fare questo grande salto con un allenatore che lo stima particolarmente. La Lazio comunque ha bisogno di fare diverse operazioni e credo che comunque farà un po’ di mercato al netto delle difficoltà oggettive che sappiamo tutte, conosciamo tutti».
Il Cagliari ha deciso di continuare con Belotti: pensi che farà altro in avanti oltre alla conferma dell’ex Torino?
«Il Cagliari una volta sistemata tra virgolette la situazione Belotti che è una grande scommessa che fa col giocatore e con se stesso, Belotti nell’ultimo anno e mezzo ha avuto delle difficoltà enormi perché infortuni è tornato con grande carattere e mentalità… Il Cagliari però ha perso Palestra, ha perso Gaetano, quindi ha bisogno di mettere sicuramente qualità sull’a trequarti e sta cercando di chiudere per Daniel Maldini. E’ un’operazione che si può fare, ci sono buone possibilità che si concretizzi in prestito con diritto di riscatto, si deve capire poi se da parte di Daniel arriverà l’ok definitivo, ma comunque c’è la possibilità che arrivi perché Cagliari è una piazza importante e soprattutto gli darebbe la possibilità di giocare sempre, cosa che a Bergamo con l’Atalanta non potrebbe fare».
In questi giorni dovrà arrivare la decisione di Malagò in un senso o nell’altro per quanto riguarda il futuro della Nazionale. Tu credi che alla fine sarà Mancini il CT senza Maldini direttore tecnico?
«Su Maldini ho trovato non troppo simpatico questo continuo rimbalzarsi: prima che va, poi che non va, poi che va, che non va, perché poi si presta anche a difficili interpretazioni, nel senso che magari c’è chi dice che non lo fa per il Milan, c’è chi dice che non si vuole tra virgolette sporcare le mani in un progetto non vincente, c’è altri che dicono perché invece ci va, non è il suo. Io credo che Maldini sia la scelta migliore che potesse fare la federazione di volergli affidare il ruolo di direttore tecnico. Vedremo, è tutto in continua evoluzione anche se oggi mi sembra di capire che le possibilità sono un po’ più basse.
Ci sono due ipotesi a sorpresa: una porta a Giuseppe Bergomi che comunque ha già accumulato a livello di settore di giovanile esperienza anche nell’insegnare calcio, credo che questo sia fondamentale, un aspetto che molto spesso viene trascurato, ma l’Italia deve tornare anche a insegnare il calcio, insegnare quella che è stata la nostra scuola chee potrebbe anche essere la più bella del mondo dal punto di vista dello spettacolo, ma che portava a risultati e identità.
Un’altra pista invece porta a una figura più politica, molto politica, perché ovviamente se tu pensi a un politico del calcio pensi proprio a lui: Demetrio Albertini. Potrebbe assumere lui il ruolo di direttore tecnico. Per quanto riguarda la conduzione tecnica invece credo che Roberto Mancini in questi due mesi stia facendo di tutto per farsi scegliere, per tornare, credo che comunque alla fine è un matrimonio che s’ha da fare».
SI RINGRAZIA DANIELE LONGO PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA