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Calcio italiano

Clamoroso Malagò, la Procura del CONI ha ordinato alla FIGC di indagare sulla sua elezione! Cosa sta succedendo

mauro.pioli

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Malago FIGC

Malagò, la Procura del CONI ha ordinato alla FIGC di aprire un’indagine sulla sua elezione! Novità importantissime

Superata la gestione relativa alla nomina del Commissario Tecnico della Nazionale, la presidenza di Giovanni Malagò al vertice della FIGC si trova al centro di due distinte questioni di natura regolamentare e giuridica. Il primo fronte riguarda l’assegnazione dell’incarico di capo delegazione degli azzurri a Diana Bianchedi, nomina contestata dal CONI per un potenziale conflitto d’interessi legato al suo ruolo di vicepresidente vicario nel Comitato Olimpico. Il secondo nodo, di gravità decisamente superiore, mette invece in discussione la regolarità della stessa elezione di Malagò alla guida della Federcalcio.

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Il ricorso di Miele e la richiesta della Procura Generale dello Sport

La vicenda nasce dalle iniziative legali promosse dall’avvocato ed ex tesserato laziale Renato Miele, la cui candidatura alla presidenza federale era stata esclusa per il mancato raggiungimento del sostegno minimo delle componenti. La contestazione verte sul presunto mancato tesseramento FIGC del presidente, requisito imprescindibile previsto dall’articolo 29 dello Statuto per poter correre alla carica suprema.

Sebbene i primi gradi della giustizia endofederale abbiano respinto l’istanza, la Procura generale dello Sport ha riaperto il caso sollecitando il procuratore federale Giuseppe Chiné. Attraverso un intervento del procuratore Ugo Taucer riportato da Calcio e Finanza, la Procura ha invitato formalmente il collega «a iscrivere il fascicolo di un procedimento nel rispetto di quanto disposto ex art. 47, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva, al fine di poterne accertare la veridicità di quanto sostenuto dal ricorrente, acquisendo il tesseramento di cui trattasi con i relativi termini di decorrenza, ai fini delle conseguenti valutazioni».

I rilievi procedurali e le prospettive di commissariamento

L’organo di controllo dello sport ha messo in luce una generale carenza di approfondimento, lamentando il «mancato deposito di atti oggettivi in proposito» e rilevando come «non risulta essere stata attivata alcuna iniziativa di competenza amministrativa della Procura federale». Tale passaggio impone dunque una verifica formale finora mai effettuata sulla reale sussistenza e sulla datazione dell’iscrizione del dirigente.

Dal canto suo, Via Allegri ribadisce che l’attuale presidente «è stato ritenuto candidabile dagli uffici». Un’eventuale conferma dell’irregolarità potrebbe tuttavia determinare la decadenza del mandato, spingendo verso l’annullamento della tornata elettorale e il successivo commissariamento della FIGC. Il calendario prevede un passaggio cruciale il prossimo 11 settembre dinanzi alla Corte Federale, in attesa di capire se la vicenda si sposterà successivamente sul piano della giustizia amministrativa presso il TAR del Lazio.

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