2013
Inter, senti Botta: «Sarò il tuo Di Maria»
INTER BOTTA DI MARIA – Il suo arrivo in Italia è atteso per la prossima estate, ma Ruben Botta sta già provando a calarsi nella nuova mentalità, per iniziare al meglio la sua avventura nel nostro campionato. Il fantasista argentino, che a fine stagione lascerà il Tigre per vestire la maglia dell’Inter, ai microfoni dei colleghi del Corriere dello Sport ha puntualizzato il suo ruolo preferito e il suo giusto metro di paragone: «Mio padre (Ismael, ndr) era un calciatore e adesso fa l’allenatore. Ho iniziato quando ero piccolo a San Juan, la capitale dell’omonima provincia. Poi sono passato al Boca Juniors e mi sono trasferito a Buenos Aires dove ho potuto iniziare le cure mediche. In quale posizione ho iniziato? Trequartista, perché mi è sempre piaciuto “creare” qualcosa, oppure mezza punta o esterno. Sono questi i miei ruoli preferiti. Credo di dare il meglio quando gioco sulla trequarti perché, sfruttando la mia tecnica e la mia abilità, posso mettere in difficoltà le difese avversarie squilibrandole. Mi considero comunque un giocatore che aiuta molto la sua formazione nel recupero della palla: mi sono abituato qui al Tigre dove tutti quelli che vanno in campo devono sacrificarsi per il bene della squadra. Il paragone con Lavezzi? Penso che questo parallelo tra me e lui sia sbagliato. Il Pocho è un gran giocatore che però si basa molto sulla sua potenza fisica e sulla sua rapidità. Io al contrario punto sulla tecnica e sull’abilità. Anche quando mi marcano stretto non ho paura a provare l’uno contro uno: il difensore non sa quello che farò e posso metterlo in difficoltà. Lo dico con grande rispetto, ma come stile credo di somigliare più a Messi che a Lavezzi, un bomber con doti incredibili. Se giocassi insieme a lui, potrei fargli molti assist. In Argentina molti giornalisti accomunano il mio stile a quello di Angel Di Maria e in effetti credo che lui e io abbiamo molti aspetti in comune. Se mi sento pronto per la Serie A? Sì, lo sono senza dubbio. La mia personalità dentro e fuori dal campo mi permetterà di adattarmi rapidamente alla nuova realtà. Arrivo da un torneo molto competitivo, difficile e forse con più pressioni rispetto ai campionati europei. Ecco perché credo di avere la maturità necessaria per affrontare una nuova esperienza professionale. Il mio obiettivo è adattarmi il più rapidamente possibile a quello che il mio nuovo allenatore chiederà al sottoscritto e alla squadra.»