2013
31^ giornata, l?analisi: male Milan e Roma, Inter a tappeto. Clamoroso in coda
Il risultato chiave della tre giorni calcistica è rappresentato dal successo esterno del Palermo al Marassi: l’1-3 rifilato alla Sampdoria riapre clamorosamente la lotta per non retrocedere. In alta quota male il Milan a Firenze – rimonta viola dal doppio svantaggio in inferiorità numerica – e malissimo un’Inter in grado di subire l’ennesimo stop interno da una squadra meno attrezzata. Ecco nel dettaglio quanto accaduto nella trentunesima giornata di campionato.
OK JUVE E NAPOLI, BLACKOUT MILAN – Seppur a fatica contro un Pelizzoli super, la Juventus fa riposare alcuni big e supera il Pescara per 2-1 e compie tre ulteriori passi verso il suo secondo titolo consecutivo: discreta mole di gioco ed un Vucinic ritrovato in chiave Bayern. Pescara inevitabilmente verso una retrocessione annunciata. In vetta, oltre ai bianconeri, vince solo il Napoli: ottima la prestazione mostrata contro un Genoa inconsistente, successo arrivato con qualità e determinazione. Ancora in gol uno scatenato Dzemaili, decisivo l’apporto di un onnipresente Hamsik, finalmente Pandev sembra essere tornato su livelli accettabili. Clamoroso lo sbandamento del Milan all’Artemio Franchi: in vantaggio di due gol ed un uomo – dopo la discussa espulsione di Tomovic – ha lasciato la testa negli spogliatoi e ne ha approfittato una Fiorentina mai doma, pessima nell’approccio alla partita chiave della sua stagione ma a cui va riconosciuto il merito di non aver mollato un centimetro ed aver dimostrato grande coesione di gruppo. Il pari però serve poco in chiave Champions, con il Milan che – salvo ulteriori blackout – resta a distanza di sicurezza.
DISASTRO INTER, DERBY PiU’ LAZIO CHE ROMA – Inguardabile l’Inter di Stramaccioni: in doppio vantaggio sul risultato di 3-1 – punteggio ottenuto con merito dopo l’infortunio di Cassano, ennesimo stop occorso ad un attaccante nerazzurro – si è fatta rimontare fino al 3-4 da un’Atalanta a cui sarà sembrato tutto fin troppo semplice per essere vero. L’inesistente rigore concesso sul 3-1 non può rappresentare l’alibi di una squadra che non ha mai fatto passi avanti nella ricerca di un equilibrio complessivo. Nel derby capitolino fa tutto Hernanes: la notte del brasiliano si apre con un gol da cineteca, finta di destro e bolide di sinistro dai 25 metri all’incrocio della porta difesa da Stekelenburg. L’abilità del Profeta nel giocare efficacemente con i due piedi lo rende calciatore con caratteristiche rare; poi i dieci minuti di follia – rigore sciagurato e fallo in area su Pjanic che ha regalato il penalty del definitivo 1-1 a Totti – che però hanno palesato i limiti di una Roma non in grado di vincere poi una partita la cui inerzia, prima in pieno controllo biancoceleste, era totalmente invertita. Il Catania non approfitta degli stop in chiave europea e non va oltre un deludente pari interno contro un Cagliari ben organizzato: nel momento in cui gli etnei avrebbero potuto chiedere qualcosa in più alla propria stagione è mancato quello scatto richiesto in termini di personalità e determinazione.
TRAFFICO A QUOTA 27 – Già detto della sconfitta del Genoa al San Paolo – risultato che ci può stare, non invece l’inesistente prestazione – la vittoria esterna del Palermo sul campo della Sampdoria riapre clamorosamente la lotta salvezza: la cura Sannino ha risvegliato interpreti del calibro di Ilicic (splendido l’assolo in occasione dell’1-2) e Miccoli, ora chiamati a rappresentare quel quid aggiuntivo nella lotta per non retrocedere. C’è folla a quota 27: con Genoa e Palermo c’è il Siena – oggi salvo grazie alla classifica avulsa – che non va oltre il pari interno contro il Parma. Occasione sprecata ma grande merito alla determinazione di una squadra che sta lottando contro penalizzazione iniziale e indebolimento invernale. Programma concluso dalla vittoria dell’Udinese sul Chievo – perla di Di Natale, scarsa considerazione di Guidolin nei confronti di Muriel (questione soltanto tattica?) e calo di attenzione da parte del Chievo i fattori da segnalare – e dal pareggio con reti tra Bologna e Torino: il discusso Bianchi nell’overtime raggiunge gli emiliani, un punto a testa da intendere come un piccolo passo verso una salvezza che non sfuggirà ad entrambe.