Andreolli e il Cagliari: «Con Lopez ci siamo presi le nostre responsabilità»

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© foto www.imagephotoagency.it

Marco Andreolli ha scelto Cagliari per una nuova avventura: «L’Inter? Cercheremo di fermarla. Qui ho trovato…»

Un architetto mancato sulla rotta di Icardi. Marco Andreolli sorride. Silenzioso, pacato, tutto fuorché icona del marcatore spaccaossa, sabato trova il bomber argentino. «Guai a dargli mezzo secondo, Maurito trova la zampata in un niente. Pare assentarsi, ma gli basta mezzo pallone per cambiare la partita. Lo marcheremo di squadra, limitandogli i rifornimenti». Classe ’86, proveniente dall’Inter, approdo al Cagliari con biennale dopo l’addio di Bruno Alves: «Ho trovato un bel gruppo, un ambiente e una città vivibile. La compagnia? Ho legato con tutti ma esco poco e se capita mi trovo con Cigarini e Faragò. Le mie qualità? Timido e testardo».

PRESENTE E FUTURO – Con l’Udinese ha fatto buona guardia su Maxi Lopez e Perica. «Tre punti d’oro. Stiamo bene, siamo in crescita in tutti i reparti. Con l’Inter serve la grinta vista contro Udinese e Verona. Conta la concentrazione. In casa dei friulani non è mai facile vincere per nessuno, abbiamo fatto una buona gara. Siamo stati compatti, in equilibrio e propositivi, come raccomanda mister Lopez». Cos’è cambiato con Lopez? «Nel calcio si è legati ai risultati: se non arrivano, è più facile mandar via il tecnico che 30 giocatori. Se le cose non arrivavano non era solo colpa di Rastelli ma di tutti. All’esonero ci siamo rimasti male, nessuno ha avuto problemi con il mister. Ora ci siamo presi le nostre responsabilità e diamo qualcosa in più». Cosa vi siete detti dopo la vittoria con l’Udinese? «Ci sarà da soffrire tutti assieme. Il mister chiede concentrazione, stiamo oliando bene intesa e manovra. Non molliamo di un centimetro». 12° con 15 punti, dove potete arrivare? «Pensiamo a salvarci, è il nostro obiettivo».

PASSATO E RICORDI – A proposito di allenatori, Andreolli racconta chi ricorda meglio nella sua carriera a “La Gazzetta dello Sport”: «Anche chi non mi ha fatto giocare mi ha dato qualcosa. Non scordo Mancini: mi ha fatto esordire in A, Inter-Reggina, e in Champions, contro i Rangers. In quegli anni c’erano difensori come Materazzi, Cordoba e Samuel…». Parliamo di attaccanti. Il più forte mai marcato? «Ibrahimovic, da compagno e da avversario: personalità, mezzi tecnici e fisico senza eguali. In Spagna ho incontrato anche Cristiano Ronaldo, un altro mostro». Il Cagliari come può infastidire l’Inter seconda in classifica? «Con una prova perfetta, da squadra. Dovremo mettere qualcosa di più, sperando che loro non siano al top».