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Atalanta, Cissé: «L’arrivo, Gasperini e il primo gol: vi dico tutto»

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Moustapha Cissé si racconta. Le parole del giovane attaccante dell’Atalanta dopo il suo primo gol da professionista

Moustapha Cissè, giovane attaccante dell’Atalanta, ha parlato del momento che sta vivendo dopo il suo primo gol da professionista.

MOMENTO – «Prima di tutto sono contento di aiutare la squadra. E’ una cosa emozionante per me, non posso credere che uno come me, alla prima convocazione e alla prima partita in Serie A, segna così e dà tre punti alla squadra. Mi fa piacere. Tutti mi dicono che è un bel gol, ma è il risultato del lavoro che facciamo qui. E’ importante per i ragazzi e la società, mi fa piacere aiutare la squadra in un momento così».

DEDICA – «Il gol è dedicato a mia mamma. Mi ha chiesto di fare un gesto per lei dopo il gol quando ci ho parlato prima della partita e l’ho fatto. Mi ha detto è che è fiera di me, orgogliosa di me. ‘Fai tutto ciò che sai fare e andrà bene’, mi ha detto».

ATALANTA – «A Lecce io guardavo l’Atalanta in TV e la stagione 2020 che hanno fatto è impressionante. E’ quello il momento in cui ho conosciuto l’Atalanta. Quando sono andati a giocare a Lecce, io sono andato a vedere la partita. Quando mi dissero che un dirigente dell’Atalanta era venuto lì per me, a vedermi, pensavo fosse uno scherzo. Io e i miei amici giocavamo a calcio solo per divertirci, d’estate. Invece l’Atalanta mi ha voluto a Bergamo per una prova e oggi sono un giocatore dell’Atalanta. Non ho parole per descrivere questa cosa».

CHIAMATA DI GASPERINI – «Quella mattina io sono venuto a fare allenamento con la Primavera, ma il mister mi ha chiamato e mi ha detto che sarei andato in prima squadra, che Gasperini aveva chiamato perché aveva bisogno di me. Io mi sono fermato per un momento, per capire se fosse vero e poi il mister mi ha detto che era così, che era vero, che dovevo andare a fare quello che sapevo fare, senza pressione».

ESORDIO – «Alla prima convocazione, contro il Genoa, ero rimasto in panchina. Così quando Gasperini mi ha detto di andare a fare riscaldamento, gli ho risposto: ma chi, io? Pensavo che all’inizio avrei giocato massimo 2 o 5 minuti, invece il mister mi ha chiamato dopo 10 minuti di secondo tempo. Pensavo fosse impossibile. Ma mi sono lasciato tutte le emozioni alle spalle per approfittare del momento, per sfruttare l’opportunità dando tutto quello che potevo».

FUTURO – «Devo continuare a lavorare, un gol in Serie A è buono, ma è solo l’inizio. Per rendere tutti felici e far parlare di me devo solo lavorare, è giusto così. Devo andare sempre avanti e migliorare».

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