2013
Atalanta, Davide contro Golia: l’ultimo saluto al presidente Ruggeri
È la favola dell’Atalanta, scritta da molti interpreti in tantissimi anni, tra i quali c’è di sicuramente anche Ivan Ruggeri, presidente dell’Atalanta per 14 anni. Qualche giorno fa è scomparso, sconfitto dalla malattia che per 5 anni l’ha tenuto in coma.
Ripercorriamo alcune tappe importanti dei suoi anni da presidente, e non solo, rivivendo in breve cinque partite che immortalano alcuni momenti memorabili dei nerazzurri negli ultimi anni.
1 giugno 1997, Reggiana – Atalanta 0-3. Inzaghi capocannoniere. Ultima giornata del campionato 1996-1997 per l’Atalanta che, ormai sicura della salvezza, va in casa di una Reggiana retrocessa da tempo e senza apparenti stimoli. Al Giglio di Reggio Emilia si consuma un pezzo di storia del club bergamasco: Filippo Inzaghi realizza due delle tre reti per i bergamaschi (entrambe su calcio di rigore, una per tempo) e conquista il titolo di capocannoniere del campionato di Serie A. È la prima volta nella storia che il prestigioso riconoscimento personale viene vinto da un calciatore dell’Atalanta. Prime vere soddisfazioni da presidente per Ruggeri, capace di puntare sul giovane Inzaghi, valorizzato da Emiliano Mondonico e primi passi di crescita per l’Atalanta, promossa in A l’anno precedente. La carriera dell’attaccante gli darà ragione due volte.
3 febbraio 2001, Atalanta – Juventus 2-1. Cade anche la “Signora”. A Bergamo la stagione 2000-2001 viene ancora ricordata. Un’Atalanta dalle grandi qualità arriva ottava in Serie A, guidata da Vavassori. A Febbraio la Dea si toglie la soddisfazione di battere i bianconeri, allenati da Ancelotti. A 15 minuti dal termine i piemontesi passano in vantaggio con lo sfortunato autogol di Paganin (che anticipa e beffa Pelizzoli), ma la Dea risponde con decisione: Lorenzi pareggia e Ventola fa esplodere l’Atleti Azzurri d’Italia a pochi minuti dal termine. A fine stagione soltanto le ultime due partite, malamente perse, toglieranno all’Atalanta la conquista di un posto valido per giocarsi l’Intertoto. È storia anche questa, il ricordo di una sera magica, nella quale la Juventus, in meno di 15 minuti, si fece rimontare da una bellissima Atalanta.
5 novembre 2006, Atalanta – Milan 2-0. Altra caduta illustre all’Atleti Azzurri. Questa volta tocca al Milan che, penalizzato di otto punti per i fatti legati al caos Calciopoli, scivola addirittura a ridosso della zona retrocessione. L’Atalanta di Colantuono farà in quella stagione addirittura 50 punti, arrivando ottava con record di punti. In quel pomeriggio di Novembre, Ventola prima e Soncin poi fecero cadere il Milan e traballare Ancelotti (che a fine stagione vincerà la Champions League). A fine partita, quando lo speaker lesse la classifica, l’Atalanta era quarta, a ridosso delle grandissime. Emozioni.
18 gennaio 2009, Atalanta – Inter 3-1. Tocca a Mou. Tra i caduti illustri dell’Atleti Azzurri, in un freddo pomeriggio di gennaio del 2009 ci sono anche José Mourinho e la sua Inter. Era l’Atalanta di Delneri, capace di fare 3 gol in un solo tempo alla Beneamata, con una partita pressoché perfetta. Nel finale arriverà il gol di Ibra, che si rivelerà poi come una semplice rete della bandiera. Ruggeri non era già più il presidente dell’Atalanta, esattamente un anno e due giorni prima successe quello che tutti sappiamo. Il suo giocattolo continuava ad andare bene. Si sarebbe divertito.
7 aprile 2013, Inter – Atalanta 3-4. Il saluto più bello. È già scomparso il presidente Ruggeri. L’Atalanta sbanca San Siro con una partita da infarto, che finisce 4-3 per i bergamaschi, grazie anche ad un rigore alquanto dubbio e ad un errore clamoroso di Ranocchia all’ultimo minuto. Colantuono dirà che su Ranocchia c’è stata la mano del presidente, che avrà visto la partita da lassù. Dopo tanto tempo avrà ritrovato la sua Atalanta, vincente come la ricordava. Non uno squadrone, ma con le soddisfazioni che gl’ha sempre dato: 500 vittorie in Serie A.
I tifosi atalantini all’inizio della partita hanno esposto uno striscione, paragonando il club nerazzurro a un piccolo Davide in mezzo a tanti Golia. La favola dell’Atalanta può continuare, anzi può rafforzarsi contando su una stella che veglierà su di Lei. Perché Davide a volte vince, Ivan lo sa.