Barzagli si racconta: «Italia? Speriamo che torni a splendere ma bisogna essere fiduciosi e togliere negatività. Conte? Allenatore carismatico»
Intervistato da Vivo Azzurro, Andrea Barzagli ha ripercorso la propria esperienza nel mondo del calcio, dagli anni da calciatore fino all’attuale ruolo nello staff dell’Italia Under 21, raccontando anche le emozioni vissute con la Nazionale. Le sue parole:
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AZZURRO– «Speriamo che torni a splendere ma bisogna essere fiduciosi, togliere negatività e pressione. Sto facendo un’esperienza bella, con un Club Italia che lavora bene. Speriamo di dare del nostro. Nasco ala destra, ho giocato per anni centrocampista. Giuseppe Pillon mi ha messo difensore e da lì è iniziata la mia esperienza. Per fortuna mi hanno messo dietro, non ero adatto da centrocampista” questo il racconto sui primi passi nel calcio»
LA CARRIERA – «La svolta è stata ad Ascoli, quando mi hanno chiesto di scegliere il Chievo in A o al Picenza in B. La Serie A era un sogno, con Delneri si sono aperte le porte, sono andato in U21 e ho vinto l’Europeo. Ci sono stati momenti difficili, ma fa parte della vita»
JUVE – «Mi sono goduto tantissimo gli ultimi 10 anni alla Juventus, avevo fiducia in me stesso e avevo trovato la continuità che non avevo altrove. Sono stati 10 anni intensi, posso dire di essere stato un ottimo difensore»
CONTE – «Juve? Credo sia un mondo in cui non ti fanno mancare niente ma ti chiedono tanto, hai tanta pressione. Conte? È un allenatore carismatico, che ha fatto capire a tutti che dovevamo iniziare a lavorare, con qualità e senza mollare. La cultura di Conte è quella. Lui ha messo anche la qualità e l’idea di gioco e ha avuto un impatto su di noi, anche su giocatori come me di 30 anni. Mi ha dato alcuni spunti in più»
IDOLI E GIOVANI DI OGGI – «Per me era Maldini. Quando lo vedo mi mette in soggezione. I giovani di oggi vivono una vita molto più veloce, hanno più inforrmazioni e sono molto più professionali a livello calcistico. Abbiamo la fortuna di lavorare con questi ragazzi»
BALDINI – «È un rapporto che continua a stupirmi. Non ci conoscevamo, è stata sorpresa all’inizio. È un padre per questi ragazzi, che ha da spendere sempre una parola buona e cerca di farli crescere. È moderno e bravo, sto facendo questo percorso per capire se fare l’allenatore possa essere una scelta»