Di Vaio: «Barrow è da top club. La squadra è pronta, l’unica preoccupazione è il caldo»

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Marco Di Vaio, responsabile scouting del Bologna, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24 della ripartenza del campionato

Marco Di Vaio, responsabile scouting del Bologna, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24 della ripartenza del campionato e dei temi di stretta attualità in casa rossoblù.

RIPARTENZA – «Dal 4 maggio ci alleniamo a livello individuale poi pian piano ci siamo avvicinati alle cose normali e da tre settimane lavoriamo in modo intenso. Ci stiamo avvicinando ad un nuovo inizio, un nuovo torneo. Ci sarà grande emozione soprattutto la prossima settimana, ritornare in campo sarà emozionante, peraltro la prima partita la giocheremo contro la Juventus. Oggi ci alleneremo allo stadio Dall’Ara per riprendere confidenza con il campo».

CALDO – «I ragazzi sono sereni, hanno voglia di giocare e non sono particolarmente preoccupati, tranne che per il caldo e per l’aspetto sportivo in se’, per esempio per il fatto di dover scendere in campo ogni tre giorni. Ma dopo tanto tempo fermi vedo nei giocatori e nel mister la voglia di ricominciare e di rimettersi in gioco, perché sara’ un luglio entusiasmante».

SORPRESE – «Nelle prime partite potrebbero esserci sorprese, mai nella storia del calcio siamo stati fermi per tre mesi e poi si gioca senza tifosi. Il fattore campo è quasi azzerato e in trasferta ci sono più chance. In Germania nelle prime partite si sono visti risultati ampi perché adattarsi alla nuova realtà non sarà semplice».

PALACIO – «Palacio è un campionissimo per noi, sta facendo la storia del club trascinando il gruppo di ragazzi assieme a Poli, Medel, Danilo e gli altri senatori. Lui ha un livello superiore di professionalità e di gioco. Dietro ci sono tanti giovani che devono crescere con il lavoro di Mihajlovic».

BARROW – «Mi auguro possa esplodere definitivamente qui da noi, ha qualità incredibili e deve convincersi di essere un giocatore da top club. Deve fare gol perché lo vediamo in allenamento e lo vediamo più forte rispetto a quando lo abbiamo visionato in video».

CONTE E GATTUSO – «Quando ho trovato Conte eravamo in periodi differenti della carriera, lui stava quasi finendo. Anche lui, come Gennaro Gattuso, nel lavoro quotidiano ha costruito le sue fortune. Tutti gli anni partiva dietro a potenziali titolari e alla fine giocava le finali di Champions League da titolare e capitano, come a Manchester. Nella serietà, nel lavoro, nel costruirsi giorno dopo giorno riusciva a ritagliarsi un ruolo importante. Da allenatore sta ripercorrendo lo stesso percorso. Conte è stato in grandi squadre, Gattuso si trova in una realtà come quella di Napoli: tutte e due riescono a lasciare il segno nelle squadre e nei giocatori».