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Tomasini: «Scudetto del ’70? Impresa storica a rappresentazione di un’isola»

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In esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 è intervenuto uno degli storici giocatori che vinsero lo Scudetto nel 1970: Giuseppe Tomasini

Giuseppe Tomasini, storica bandiera del Cagliari scudettato del 1970, ha parlato ai microfoni di CagliariNews24. Le sue dichiarazioni:

SCUDETTO 1970 – «E’ una giornata che finché campi non la scorderai mai. Quella è stata una grandissima impresa fatta in una terra come la Sardegna, se avessimo vinto a Torino o Milano sono regioni dove si vive in una città, noi rappresentiamo un’isola intera e tutto il popolo sardo erano i nostri tifosi, anche in trasferta venivano sempre in 5.000. Quando abbiamo vinto lo scudetto la Sardegna non era ben vista dal resto d’Italia, c’era il banditismo e altro. Prima di parlar male di un popolo, la Sardegna è un popolo, dovrebbero venire qui a vivere e conoscere le persone. La nostra squadra era talmente forte che ha superato tutte queste imprese difficili, in sette eravamo in Nazionale, la cosa più grande che abbiamo sfatato è stato battere i poteri economici di Juventus, Milan e Inter che comandavano allora come oggi sul calcio. Questa impresa fatta nella terra che amiamo e dove viviamo ancora in otto di quella grande squadra, ha un sapore speciale»

SALVEZZA – «Io tutte le domeniche vado allo stadio e credo che il Cagliari si salverà, hanno determinazione e voglia di raggiungere l’obbiettivo ma devono combattere in queste partite che restano giocandole alla morte. Devono unirsi tra di loro, la retrocessione sarebbe un fallimento di società e giocatori stessi, ma hanno tutte le qualità per salvarsi; contro la Juventus hanno preso un gol ingenuo, quello di De Ligt, il difensore del Cagliari era lontano cinque metri dallo juventino che ha colpito indisturbato. Ai miei tempi si giocava a uomo e non a zona, cosa che dovrebbero fare anche ora se vogliono salvarsi»

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