Cüneyt Cakir, l’incubo delle italiane: dopo la Juve affossa anche la Roma

Cüneyt Cakir, l’incubo delle italiane: dopo la Juve affossa anche la Roma
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Un autentico incubo per le squadre italiane impegnate in Europa: Cüneyt Cakir ha sempre affossato, in qualche modo, i sogni di gloria dei club nostrani

Ancora lui: Cüneyt Cakir. Il 42enne arbitro turco non porta bene (eufemismo) alle squadre italiane in Europa. E ieri, a distanza di tre anni, si è ripetuto.  L’arbitro turco ha affossato la Roma in Champions League dopo aver fatto lo stesso con la Juventus per ben due volte. Ieri sera il fischietto di Istanbul ha assegnato un rigore sacrosanto al Porto a pochi minuti dalla fine del secondo tempo supplementare e avrebbe dovuto fare la medesima azione qualche minuto dopo per un fallo in area di rigore su Schick. Cakir, invece, non solo non ha assegnato il penalty ma non è neanche andato a rivedere l’azione al VAR per scrupolo. A rimetterci è stata la Roma come successe qualche anno fa alla Juve. Per ben due volte.

Nel 2015 era lui il direttore di gara della finale di Berlino contro il Barcellona. E si macchiò di un errore da matita blu. Dani Alves franò su Pogba in area di rigore sul risultato di 1-1. Fallo da rigore per tutti, tranne che per lui che lasciò correre in grande stile con il Barça che poi alzò la coppa. Passano poco meno di tre anni ed i bianconeri lo trovano di nuovo sulla sua strada: stavolta in Juve-Real Madrid. Dopo la splendida rovesciata di Ronaldo, Cakir cacciò per doppia ammonizione Paulo Dybala e non concesse un rigore solare su Cuadrado a tempo scaduto. Neanche la tecnologia è riuscita a limitare i danni del fischietto turco, anzi. Le italiane ancora impegnate in Europa, sperano di non trovarselo di fronte per un bel po’.