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Celtic Milan, buona la prima di Amorim: Camarda brilla, Chukwueze ritrova slancio… – VIDEO di Alberto Petrosilli
Rimonta, idee e nuovi protagonisti: Camarda e Chukwueze guidano il primo Milan di Amorim – VIDEO di Alberto Petrosilli
Il 2-2 del Milan contro il Celtic è una classica amichevole estiva: il risultato conta relativamente, ma le indicazioni sì. La squadra di Ruben Amorim ha mostrato segnali incoraggianti, soprattutto grazie a una rimonta che evidenzia carattere e una crescente assimilazione dei nuovi principi di gioco. È presto per trarre conclusioni, ma alcune tendenze sono già visibili: tre aspetti molto positivi e tre punti critici da monitorare.
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Le tre cose migliori
Camarda si prende la scena: può essere davvero il vice Gonçalo Ramos
La serata è tutta di Francesco Camarda. La doppietta certifica una crescita evidente: fame, senso del gol, capacità di attaccare l’area con tempi perfetti. Due reti da centravanti vero, che mandano un messaggio diretto ad Amorim. Il tecnico, nel post‑gara, ha confermato di vedere Camarda come possibile vice di Gonçalo Ramos: una dichiarazione che cambia la prospettiva del classe 2008. Continuando così, il Milan potrebbe persino rinunciare a un nuovo acquisto in attacco.
Chukwueze rinato: il sistema di Amorim lo esalta
Tra le sorprese più piacevoli c’è Samuel Chukwueze. Nella ripresa il nigeriano ha cambiato passo: più coinvolto, più libero mentalmente, più efficace nell’uno contro uno. L’assist per il 2‑2 è solo la sintesi di una prestazione convincente. Nel calcio fluido di Amorim, fatto di scambi di posizione e ricerca della superiorità numerica, Chukwueze può diventare un’arma importante.
La riaggressione funziona: si vede già la mano di Amorim
Il Milan ha mostrato una riaggressione immediata dopo la perdita del possesso, uno dei principi cardine del nuovo allenatore. Pressione alta, linee corte, recupero rapido: concetti che richiedono tempo, ma già visibili. Se questa intensità verrà mantenuta anche contro avversari più forti, il Milan diventerà molto più difficile da affrontare.
Le tre note negative
Lo stop di Gila arriva nel momento peggiore
L’infortunio di Mario Gila è la nota stonata. Non sembra grave, ma ogni stop in preparazione rallenta l’assimilazione degli automatismi. Amorim sta costruendo un sistema nuovo: perdere anche pochi allenamenti pesa.
Costruzione dal basso: Tomori e Pavlovic soffrono
La filosofia è chiara: uscire palla a terra anche sotto pressione. Il problema? Tomori e Pavlovic non sono interpreti ideali. Fisicità e marcatura sì, ma gestione del pallone sotto pressione no. Diversi errori in impostazione hanno regalato possesso al Celtic. Non è solo questione di meccanismi: servono difensori più tecnici.
Loftus‑Cheek non trova una collocazione
Tra le delusioni, Ruben Loftus‑Cheek: poco coinvolto, lento nelle letture, fuori ritmo nella pressione. Nel sistema di Amorim servono dinamismo e rapidità decisionale: l’inglese continua a sembrare un corpo estraneo. Se la situazione non cambierà, il Milan dovrà valutare seriamente una cessione per liberare spazio a un profilo più funzionale.
Prime risposte incoraggianti
Le amichevoli non danno verdetti, ma indicazioni. Il Milan di Amorim prova già ad avere un’identità: pressing alto, riaggressione, intensità, possesso. La doppietta di Camarda, la crescita di Chukwueze e i principi tattici ben visibili sono segnali positivi. Gli errori in costruzione, lo stop di Gila e le difficoltà di Loftus‑Cheek ricordano che il percorso è appena iniziato.
La direzione, però, sembra chiara. Ora serviranno tempo, pazienza e qualche intervento mirato per trasformare queste prime impressioni in certezze.