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Chievo, Gaudino si presenta: «Mi manda Guardiola e mi ispiro a Ronaldinho»

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Il nuovo acquisto clivense è un figlio d’arte: Gianluca Gaudino, sulle orme di papà Maurizio

20 anni e faccia pulita. Questa la prima impressione che lascia di sé Gianluca Gaudino, ultimo colpo del Chievo Verona. Il centrocampista tedesco, figlio e assistito di Maurizio Gaudino (ex Stoccarda e Basilea tra le altre), è stato prelevato per 50 mila euro dal Bayern Monaco. Dopo l’ultima parentesi in prestito in Svizzera al San Gallo, Gaudino non vede l’ora di iniziare la propria nuova esperienza in gialloblù e si racconta in questa intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: «Gioco in mezzo, a centrocampo, da regista» dice Gianluca «Palla al piede. Mi piace molto impostare e comandare il gioco e lanciare i compagni. Con Guardiola al Bayern ho imparato la tattica e la tecnica. Nella tattica è un maestro, il numero uno. E mi ha dato fiducia. Poi sono passato dalla Svizzera. Ho fatto l’esperienza al San Gallo dove sono arrivato a gennaio 2016 e mi è servito tanto. Ho giocato 33 partite in 18 mesi anche se nell’ultima parte ho giocato meno. Lì portavo la maglia numero 80, quello di Ronaldinho, il mio giocatore preferito. Adesso sono qui a Verona, pronto a imparare e a inserirmi al meglio. Ed è un altro passo importante per la mia crescita. Sono contento di aver scelto il Chievo davanti anche ad altre possibilità» Successivamente interpellato riguardo al padre, Gaudino replica: «Mi ha trasmesso la personalità, quella che aveva lui quando giocava. Sfidò anche il Napoli con lo Stoccarda. E Napoli è la città italiana che ho visto, in vacanza con i miei. Là ci sono i parenti». Infine sul discorso nazionalità: «Vorrei tanto che fosse quella italiana. Io sognavo l’Italia. Ho guardato il Mondiale 2006 con la maglia di Francesco Totti addosso. Per ora ho soltanto il passaporto tedesco. Ma più avanti chissà. I parenti campani ci sono…»