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Cigarini riparte da Cagliari: «Giampaolo? Mi ha voluto e poi…»

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Conferenza stampa Cigarini

Dopo un anno passato in panchina alla Sampdoria, Luca Cigarini vuole rilanciarsi con il Cagliari: «Qui c’è una società seria. A Genova…»

Era arrivato per esser il centro della mediana doriana, il suo cervello. Invece, Luca Cigarini si è ritrovato panchinato per volere dell’uomo che l’aveva voluto, quel Marco Giampaolo che gli ha preferito Lucas Torreira. A posteriori, una scelta saggia, visto il rendimento dell’uruguayano. Tuttavia, Cigarini riparte da Cagliari con uno spirito diverso: «La voglia è aumentata. A star fuori mi rode… mi ha dato fastidio persino a Istanbul ed era un’amichevole. E sono felice di aver scelto il Cagliari, un club organizzato che nelle piccole cose ti fa vedere che niente viene trascurato. Qui fa caldo, ma la società è seria, curando parecchio la parte medica. Sembra di stare all’Atalanta».

PERIODO NERO A GENOVA – E pensare che con la Sampdoria la storia sarebbe dovuta esser diversa. Eppure Giampaolo l’ha a malapena schierato: «La cosa che mi rode è che mi ha voluto lui. Mi vuoi e dopo due mesi non mi parli – dice il centrocampista a “La Gazzetta dello Sport” -. Non siamo riusciti a trovare un legame, umanamente non ci siamo presi. Tatticamente è forse il tecnico più preparato che abbia mai avuto, ma lui non si rapporta molto con i calciatori, è più di campo. Anch’io ci ho messo del mio. Sono educato, ma un vaffa ogni tanto ci può stare. E poi ho un carattere difficile: inizialmente do poca confidenza». In fondo, si è notato. Famose le baruffe con Conti e Callejon: «Conti però mi ha voluto a Cagliari: una bella cosa. Ci insultavamo sempre, invece… anche con Callejon mi sono riappacificato e ho la sua maglia».

RINASCITA SARDA – A Cagliari, Cigarini è arrivato per rinascere ed evolvere dalla figura del regista classico, oggi meno richiesta: «Giocare a due tocchi è fondamentale. Devo fare uno scatto per avere la giusta maturità, ma sono contento di come sto lavorando. A me piace verticalizzare, sfruttare le fasce e le ali. L’esordio con la Juve? Non sono imbattibili, ma è difficile anche pareggiare…». E pensare che un altro grande club nella storia di Cigarini è stato il Napoli, ma non è andata: «Con Donadoni giocavo, poi fu esonerato dopo sette partite e arrivò Mazzarri: non giocai più tanto e non fu un rapporto idilliaco». In Sardegna Cigarini forse sogna l’ultima tappa della sua carriera: «No. Ho un impegno con gli amici di Rivalta per giocare con loro negli amatori con la birra in palio…».