Conte a giudizio? Trema pure Mauri | GdS

© foto www.imagephotoagency.it

Richieste di rinvio a giudizio in arrivo, ma non per Bonucci

In arrivo le richieste di rinvio a giudizio da parte del pm Roberto di Martino, titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse avviata nel giugno 2011: potrebbero essere oltre 110 le richieste da depositare e in questa lista dovrebbe esserci pure Antonio Conte. Il commissario tecnico della Nazionale dovrebbe rispondere dell’accusa di una sola frode sportiva, cioè quella relativa alla sconfitta del Siena contro l’AlbinoLeffe della Serie B 2010/11 con  i toscani già promossi in Serie A e l’allenatore ad un passo dalla Juventus, mentre i bergamaschi erano a rischio retrocessione diretta, evitata proprio grazie alla vittoria. Per il pareggio tra Novara e Siena del maggio 2011, invece, si va verso l’archiviazione. C’è l’ombra dell’omessa denuncia, come riportato da La Gazzetta dello Sport, per la partita incriminata.

LA LISTA – Nel mirino, dunque, anche diversi big del calcio italiano, a cui le comunicazioni dovrebbero arrivare entro il fine settimana o al massimo lunedì prossimo: nella lista ci sarebbe anche Stefano Colantuono, che sperava nell’archiviazione, ma una chat di Cristiano Doni con il portiere Nicola Santoni lo ha messo nei guai. Le accuse più gravi, però, sono per Stefano Mauri, Signori, Sartor, lo stesso Doni, Bressan, Bettarini, Bellavista, Milanetto, Zamperini, Bertani e molti altri giocatori di Serie A e B. Da segnalare anche Sergio Pellissier e Stefano Ferrario. La richiesta sarà di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, aggravata dalla transnazionalità. Chi può tirare un sospiro di sollievo è il direttore sportivo Zamagna dell’Atalanta, insieme a Corvia, Paoloni e Bonucci. Per quest’ultimo Di Martino aveva chiesto notizie alla Procura di Bari su Udinese-Bari, ma il difensore non è mai stato iscritto nel registro degli indagati e quindi ora Cremona si tira indietro lasciando alla Procura di Bari il compito dell’archiviazione.

GLI SCENARI – Questo era l’obiettivo di Antonio Conte, che invece chiederà il rito immediato per evitare le lungaggini processuali. La richiesta dovrà essere vagliata dal Gip, che potrebbe anche decidere di respingerla. Conte dovrà comunque aspettare l’udienza preliminare, che dovrebbe tenersi tra novembre e dicembre, poi potrà farsi strada il rito abbreviato con il processo tra febbraio-marzo 2016. Niente dimissioni, ma l’ex allenatore è giù di corda da tempo. E’ comprensibilmente meno sereno di prima.