«Non mi fido delle cose formali»: Kolasinac e la curiosità del rifiuto al Milan

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Calciomercato Milan: Fassone ha spiegato i motivi che hanno portato Kolasinac a rifiutare l’offerta rossonera. Il trasferimento all’Arsenal dettato da un clamoroso no, quando tutto sembrava fatto

Intorno al Milan, fra aprile e maggio, regnava uno scetticismo che sarebbe stato difficile da scalfire nel giro di pochi giorni. La nuova cordata cinese, rappresentata in Italia dall’amministratore delegato Fassone e dal direttore sportivo Mirabelli, non godeva di grande credito, anzi. I continui slittamenti del closing hanno creato un clima di mistero intorno al Milan. E i tifosi, così come i giocatori, temevano che la nuova proprietà potesse rivelarsi un grande bluff.

Uno di quelli che non si è fidato del gruppo dirigenziale rossonero è Sead Kolasinac, terzino sinistro bosniaco che era stato bloccato da Fassone e Mirabelli dopo una lunghissima trattativa. Anche la Juve aveva fatto un pensierino per il giocatore, che piaceva a tanti grandi club europei (ingolositi perché in scadenza di contratto con lo Schalke 04). Ma alla fine se lo è aggiudicato l’Arsenal, con Wenger che ha rilanciato proponendo un ricco ingaggio e la prospettiva di essere protagonista con i Gunners.

Il retroscena di mercato lo ha spiegato alla Gazzetta dello Sport Fassone, parlando così della situazione Kolasinac, che è tornato a parlare di un affare sfumato clamorosamente, quando ormai sembrava tutto definito: «Tanti acquisti sono saltati prima del closing perché avevano poca fiducia. Uno di questi è stato Kolasinac, poi preso dall’Arsenal: doveva venire da noi ed è saltata per questo». Kolasinac dunque non si è fidato delle cose formali, il nuovo gergo di casa Milan. E delle promesse di Fassone, che aveva garantito al bosniaco un contratto importante e alcune garanzie di mercato. Se solo Kolasinac avesse immaginato che l’amministratore delegato rossonero avrebbe messo a ferro e fuoco il mercato internazionale…