Cristiano Ronaldo non patteggia: «In tribunale solo per il mio nome»

cristiano ronaldo
© foto www.imagephotoagency.it

La vicenda della presunta evasione fiscale di Cristiano Ronaldo e i suoi strascichi: il portoghese non patteggia e va a processo. Rischia il carcere. Le parole di CR7 – 31 luglio, ore 16.25

Stando a quanto riporta As nella giornata di oggi Ronaldo si sarebbe sottoposto stamani all’interrogatorio con l’ispettore del tribunale di Pozuelo de Alarcon e avrebbe detto: «Se non mi chiamassi Cristiano Ronaldo non sarei qui». Guai solo per la popolarità? Non proprio, infatti il giudice avrebbe risposto così: «Non si confonda. Lei è perseguito e indagato per un presunto reato fiscale in base alle prove fornite dall’accusa e sulle quali deciderà la giustizia». CR7 però è rimasto fermo sulla sua posizione.

Cristiano Ronaldo in tribunale domani – 30 luglio, ore 19.20

Sulla presunta frode fiscale di quasi 15 milioni (14,75 per l’esattezza), derivanti dai suoi diritti d’immagine, Cristiano Ronaldo non si arrende. Il calciatore portoghese, dopo la denuncia del fisco spagnolo di un mese e mezzo fa, ha deciso di non patteggiare e affrontare il processo a suo carico. Come riportato dal quotidiano spagnolo AS, l’asso del Real Madrid domani comunicherà la sua decisione alla magistratura di Pozuelo: il calciatore vuole ribadire la sua innocenza; secondo il fisco spagnolo, il portoghese avrebbe usufruito di una struttura societaria tra l’Irlanda e le Isole Vergini Britanniche per aggirare il pagamento delle quote tributarie. Per un reato simile, è prevista una pena minima di sette anni di carcere, riducibile a un quarto della durata se l’imputato versasse immediatamente la cifra dovuta con una maggiorazione (circa 29 milioni di euro). Cristiano Ronaldo andrà fino in fondo per dimostrare la sua innocenza, così come dichiarato dallo studio che lo assiste, lo Baker&McKenzie: «Si tratta di una mera discrepanza di valutazione che non può essere considerata dolosa».