2009
Euro 2016, Abete, e l’Italia dei piangina
Venerdì 28 Maggio si deciderà quale paese ospiterà gli Europei del 2016, i candidati sono Francia, Italia e Turchia.
Giancarlo Abete ha affermato che la candidatura dell’Italia è sullo stesso livello delle altre o forse migliore, è seria e credibile, ma che se ci si scontra contro logiche “politiche” allora per l’Italia c’è poco da fare, lasciando intendere che potrebbero vincere anche candidature non meritevoli come ad esempio quella della Turchia.
Peraltro Abete ha commentato l’analisi preliminare della Commissione Uefa dicendo che dal rapporto si evince che “la candidatura dell’Italia è di alto livello così come le altre”.
Voglio copiare quindi la parte del rapporto relativa agli stadi:
FRANCIA
In linea generale, la documentazione del Settore 08 è generalmente buona. Il settore degli stadi del dossier francese risulta professionale e di buon livello. In gran parte delle aree i requisiti sono stati soddisfatti, sebbene siano stati fatti diversi compromessi da parte dei progettisti degli stadi, in particolare per quanto riguarda i posti a sedere, il confort degli spettatori, la qualità della visione, i tornelli, i parcheggi, l’ospitalità e i servizi per i media.
L’attuabilità dei piani risulta complessivamente buona, ma meritano nondimeno attenzione i tempi di consegna proposti (utilizzo degli stadi durante la (ri)costruzione), e sarebbe necessario avere le debite conferme in merito al livello di finanziamento privato previsto. Infine, particolare attenzione merita l’assenza di spazio circostante presso la sede finale proposta e presso alcuni degli altri stadi, in cui, al momento i requisiti per lo spazio esterno non risultano soddisfatti.
ITALIA
In linea generale, la documentazione del capitolo 08 è di qualità sufficiente. Il capitolo degl stadi del Dossier della candidatura italiana è professionale e di livello accettabile, sebbene in alcune aree i requisiti non siano stati soddisfatti per intero.I responsabili progettuali degli stadi hanno ipotizzato diversi compromessi, in particolare per quanto riguarda i posti a sedere, il confort degli spettatori, la visibilità , i tornelli, gli impianti sanitari e i servizi per i media, nonchè per la copertura della manifestazione sportiva UEFA EURO 2016.
Questo capitolo della candidatura è realizzabile ma è necessario prestare molta attenzione ai programmi proposti (utilizzo degli stadi durante la (ri)costruzione) e ai fondi di bilancio e alle garanzie finanziarie proposte. Infine, un’attenta riflessione merita l’assenza di spazio circostante la sede proposta per la finale, così come per altri stadi, dove i requisiti per lo spazio esterno non risultano ancora soddisfatti in questa fase.
TURCHIA
In linea generale, la documentazione del capitolo 08 è di ottima qualità . In generale, il capitolo Stadi della candidatura avanzata dalla Turchia è professionale e di altissima qualità . I requisiti risultano soddisfatti pressochè nella totalità degli ambiti.
La capacità di conseguire gli obiettivi è generalmente molto buona, con la proposta di sette stadi nuovi, tutti i finanziamenti approvati e garantiti e nessun problema evidente riguardo ai piani di lavoro. Sarebbe fondamentale che gli elevati standard prospettati dalla documentazione di candidatura venissero mantenuti nel corso dell‘esecuzione di tutti i progetti.
Con buona pace di Abete, le differenze fra la candidatura italiana e quella turca sono abissali.
Questo atteggiamento tipicamente italiano di piangina a priori dà veramente fastidio, credo che il male maggiore dell’Italia sia proprio il non rendersi conto che NON siamo più un grande paese, e che se vogliamo ritornare ad esserlo bisogna lavorare, non bisogna parlare e mettersi su di un piedistallo, come se l’Italia per diritto divino debba essere migliore della Turchia. Forse lo era, ma adesso, vi garantisco, non lo è più.
Non parlo solo della classe dirigente, parlo anche del sentire comune, la gente normale pensa ancora che l’Italia sia nettamente “meglio” di un paese come la Turchia, io conosco ormai molto bene entrambi i paesi avendo vissuto ad Istanbul negli ultimi anni, e posso affermare senza timori di smentite che per moltissimi aspetti invece è vero il contrario.
La Turchia dà molte più garanzie dell’Italia, i progetti degli stadi sono tutti già approvati, finanziamenti già totalmente stanziati dallo Stato, 2 stadi sono già in costruzione, e non c’è alcun timore sulla fattibilità . Peraltro l’analisi prosegue evidenziando tanti altri punti di forza della candidatura turca, a cominciare dalla grande importanza attribuita alle tematiche di responsabilità ambientale.
Abete prosegue la sua campagna a favore della mediocre candidatura italiana, affermando che in Turchia “solo 2 città sono collegate dalle autostrade”. Sorvoliamo sul livello di classe che possiede chi tenta di denigrare gli altri per mettere in luce se stesso, ma veniamo al punto.
Sempre dal rapporto Uefa scopriamo che: Nel corso degli ultimi 10 anni, la Turchia ha notevolmente ampliato la sua rete ferroviaria. La sua rete autostradale è pressochè triplicata nello stesso periodo. Questo importante investimento nelle infrastrutture del trasporto nazionale continua, grazie a sette progetti di autostrade e superstrade (investimento stimato: 14,7 miliardi di euro per 2.100 km) e sette progetti di linee ferroviarie ad alta velocità (investimento stimato: 5,4 miliardi di euro per 2.600 km di nuovo tracciato ferroviario a doppio binario). L’investimento nazionale complessivo in trasporti terrestri è stimato in 20,1 miliardi di euro.
Io ho visto con i miei occhi costruire ad Istanbul in 3 anni 40 km di metropolitana, a Milano per farne 6 ci han messo 10 anni ed i lavori si fermano ogni anno per aspettare i finanziamenti di non si sa chi, e vogliamo forse ricordare la Salerno-Reggio Calabria? In Turchia per salire sui tram e sugli autobus, che peraltro sono PULITI, ci sono i tornelli, e TUTTI pagano il biglietto, a Roma si sale da dietro da sopra da sotto, si rischia il colera, e se paghi il biglietto ti guardano con gli occhi che dicono “ma che stai a ffà “.
Cioè caro Abete, ma di cosa stiamo parlando?
Rendiamoci conto del livello in cui siamo piombati, e smettiamola di dare la colpa agli altri per i nostri insuccessi, bisognerebbe viaggiare di più e aprire gli occhi.
Probabilmente gli Europei li assegneranno alla Francia, questa sì sarebbe una scelta politica, perchè due edizioni di fila assegnate all’est europeo non sarebbero politicamente accettabili, ma se vincesse la Turchia non sarebbe uno scandalo, anzi sarebbe un’ottima scelta, sicuramente preferibile all’Italia dei piangina.
Gianluca D’Ottavio www.scoprireistanbul.com