Serie A
FIGC, le tre priorità di Malagò per rilanciare il calcio italiano: l’anticipazione sul programma
FIGC, le tre priorità di Malagò per rilanciare il calcio italiano: l’anticipazione sul programma del candidato alla presidenza federale
Il programma che Giovanni Malagò si prepara a discutere con i club di Serie A ruota attorno a tre priorità molto chiare. Come anticipa La Gazzetta dello Sport, l’ex presidente del CONI, indicato dalla massima lega come candidato alla guida della FIGC, avrà un confronto diretto con le società per integrare il documento già predisposto dal campionato con le sue linee di intervento. Il primo punto riguarda il ritorno di uno strumento simile al Decreto Crescita, o comunque di un meccanismo fiscale capace di incentivare l’arrivo in Serie A di calciatori di alto profilo internazionale. L’idea è che una formula di agevolazione di questo tipo possa migliorare qualità tecnica, visibilità e competitività del campionato, senza necessariamente tradursi in un danno per le casse pubbliche.
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FIGC, betting e sponsorizzazioni tra i temi centrali del piano
Il secondo capitolo riguarda il betting. Secondo La Gazzetta, Malagò sarebbe favorevole sia alla cancellazione del divieto di pubblicità sulle scommesse sia all’introduzione di una quota dei ricavi derivanti dal gioco da destinare al calcio. È un tema che in questi giorni è stato richiamato anche da fonti internazionali: tra le principali proposte discusse per il rilancio del sistema c’è proprio il reindirizzamento di una parte del denaro legato alle scommesse verso il calcio di base, le infrastrutture e lo sviluppo giovanile. In Italia, dove la raccolta del betting sportivo sul calcio è altissima, una quota anche minima di questi ricavi potrebbe garantire risorse molto importanti da reinvestire nel sistema.
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FIGC, giovani e infrastrutture al centro del rilancio
Il terzo punto del programma di Malagò riguarda invece i settori giovanili e le infrastrutture. L’obiettivo sarebbe introdurre forme di sostegno fiscale o contributivo per i club che investono davvero sui vivai e sulle strutture, così da rendere il calcio più accessibile e più utile anche alla crescita della Nazionale. Anche questo indirizzo è coerente con il dibattito emerso dopo il nuovo fallimento azzurro: incentivi ai club che valorizzano i giovani italiani, semplificazioni per gli stadi e risorse da reinvestire nel territorio sono considerati da molti osservatori nodi ormai non più rinviabili. In questo senso, il possibile programma di Malagò si inserisce in una linea di riforma più ampia, che punta a rilanciare il calcio italiano non con interventi simbolici, ma con misure strutturali.