Fiorentina, perchè? La caduta col Borussia emblema di una stagione

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La Fiorentina va fuori dall’Europa League, rimontata al ‘Franchi’ dal Borussia Monchengladbach: uno scenario viola senza motivazioni, emblema di questa stagione

Fuori. La Fiorentina non riesce a gestire il prezioso vantaggio maturato a Monchengladbach la settimana scorsa ed esce dall’Europa League, la competizione che poteva salvare una stagione. Fuori dall’Europa, e come. Una partita assurda quella dello stadio ‘Franchi’, con una Fiorentina compassata fin dall’inizio e che appena fa capolino negli ultimi metri avversari segna due reti. Fatta? Non proprio, di fronte un Borussia mai domo, che sotto di due reti ci crede ancora, e fa bene. Perché poi di reti ne segna quattro a un avversario che si fa inspiegabilmente vacante col passare dei minuti. Vacante, come la stagione della squadra di Paulo Sousa, nata male e senza veri obiettivi. L’ultimo, vero, si è perso stasera di fronte ad una corazzata tedesca che di motivazioni ne aveva troppe di più. E allora perché, Fiorentina? L’annata dei viola è nata male, dal mercato estivo poco convincente al difensore mai arrivato e richiesto a gran voce da Sousa, passando per la cessione di Alonso e i dissapori dentro allo spogliatoio. Il tecnico portoghese in discussione dopo poche settimane, i rapporti difficili con Bernardeschi e Ilicic, controfigura irriconoscibile del giocatore passato: mesi difficili, senza trovare mai una vera serenità. Poi il mercato, l’uscita annunciata dello stesso Ilicic, le reiterate offerte per Badelj e in ultimo per Kalinic, in una telenovela italo-cinese senza fine. Inoltre, situazioni meno esposte ma poco chiare: il capitano Gonzalo Rodriguez da pilastro della squadra a possibile partente, Borja Valero da idolo dei tifosi a giocatore ombra e con un futuro in viola che non è più garantito. Scelte discutibili e voci di mercato che hanno turbato il prosieguo stagionale dei diretti interessati e non solo; in mezzo a questa incertezza totale c’è anche lui, Paulo Sousa: il portoghese allena con la testa altrove? A Torino? A Wolfsburg? Solo lui lo sa, ma dopo stasera la sua avventura in viola potrebbe chiudersi anche prima del previsto. Guida di una squadra disomogenea, ombra del suo passato e senza riflessi nel futuro. A Firenze si prospetta un cambio totale, una rivoluzione di uomini che in parte poteva essere già avvenuta. Intanto, c’è da concludere una stagione che difficilmente uscirà dall’anonimato. Ripartire dai Chiesa e dai Bernardeschi per riniziare un ciclo.