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2013

I top e flop della 31^ giornata

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TOP PLAYERS

Pellizzoli – Questo portiere dal nobile pedigree (“Saracinesca d’Oro nella stagione 2003-2004 e bronzo alle Olimpiadi di Atene), che non ha lasciato buoni ricordi tra i tifosi della Roma, si esalta in un pomeriggio d’inizio primavera allo “Juventus Stadium”, compiendo parate ai limiti dell’eroico. Merito suo (e dell’imprecisione juventina) se il Pescara non finisce sepolto sotto una valanga di gol: arriva quasi pure sul rigore di Vucinic. Insomma, come riscoprirsi protagonista in Serie A dopo anni bui e un tunnel che, dalla Reggina in poi, sembrava non finire mai.

Denis – Giocare contro la difesa dell’Inter di questi tempi deve essere una goduria unica: chiedere all’argentino ex Napoli ed Udinese per informazioni. Un rigore, gentilmente concesso dal mediocre Gervasoni, e due gol da bomber di razza: in pratica, come cavare sangue dalle tre “rapette” messe a disposizione dalla squadra. Cosa chiedere di più ad un attaccante? Al Napoli che lo ha colpevolmente lasciato andare, evidentemente però tutto ciò non bastava.

Bonaventura – Celebriamo, inevitabilmente, un altro atalantino: sbancare “San Siro”, segnando quattro gol, seppure alla confusa Inter stramaccioniana di questi tempi, non è impresa da poco. Il nostro poi, rivela sul campo il perché delle attenzioni che la “Vecchia Signora” continua a riservagli, con una prestazione maiuscola: un gol e la presenza decisiva in tutte le azioni che gli orobici trasformano in rete. Possiede tecnica e sfrontatezza: futuro luminoso?

Ilicic – Rinato grazie alla cura Sannino. I prodromi della ripresa erano apparsi evidenti già nel match contro la Roma: a Genova, il “morbo” sloveno esplode definitivamente, rilanciando nel firmamento piuttosto povero della Serie A attuale, il talento del rosanero. Un gran gol, decisivo, e tanta presenza nelle pieghe della partita: in pratica, tutto quello che fino a un paio di settimane fa era misteriosamente scomparso.

FLOP PLAYERS

Ranocchia – Catastrofe invereconda. Denis lo martorizza senza pietà consegnadolo ad una delle più deprimenti prestazioni della sua giovane carriera. Non che l’Inter attuale lo aiuti molto ma uno con le sue doti dovrebbe avere comunque le armi di riserva per salvare perlomeno la faccia. Niente invece: la Caporetto dell’ex gemello barese di Bonucci è totale.

Boateng – Look platinato da re della notte e nulla più. In avvio, un gran gol annullato e poi il vuoto progressivo fino alla sparizione ingiustificata del secondo tempo. Varrebbe la pena chiedersi se il Milan possa permettersi uno come lui che gioca a corrente decisamente molto alternata. Domanda retorica: l’attuale convento rossonero non passa molto di meglio e, soprattutto, difficilmente potrà permettersi nell’immediato futuro, pietanze migliori. Ergo…

Puggioni – Indirizza inesorabilmente la partita con la goffagine iniziale che regala gol e gloria all’eterno Di Natale. Apprezzabile il tentativo di rimediare nei successivi settanta minuti ma ormai la corda attorno al collo del Chievo è bella che insaponata: indovinate chi è stato?

Guarin – Altro anello del disatro interista al cospetto della “Dea”. Carmona lo soffoca con una marcatura ai limiti dello stalking, ma uno con i suoi mezzi dovrebbe essere comunque in grado di uscirne vivo. Manco per idea: il colombiano si adegua e lascia che la nave nerazzurra coli a picco con la sua zavorra in bella mostra.

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