Nazionale, sul campo come in tv… Mancini peggio di Ventura!

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Flop di ascolti per l’Italia di Mancini, la Nazionale non attira più tanti spettatori davanti alla televisione come prima

Gli Azzurri non vincono più e gli italiani rispondono mostrando disinteresse. I dati raccolti dipingono una situazione triste per la nostra Nazionale, che delude in campo e non riesce ad attirare l’interesse degli spettatori. L’ultima partita con l’Ucraina ha fatto solo il 23,2% di share con appena 5.8 milioni di spettatori, in linea con le altre tre amichevoli giocate da quando Mancini è diventato ct: 23,8% con l’Arabia Saudita, 27% con la Francia e 24,2% con l’Olanda con una media di 5.9 milioni di spettatori. Risultati migliori invece per le due partite di Nations League, vuoi per la curiosità della novità introdotta dalla UEFA o per l’importanza del risultato: 32% di share e 7.4 milioni di spettatori in media.

Numeri che di per sé non dicono niente, però, se non comparati con quelli dell’era Ventura o, ancora, con l’era Conte. Con il tecnico genovese, nonostante il fallimento dell’Italia sotto la sua guida, gli ascolti Rai (le partite venivano trasmesse sia su Rai1 che su Rai4) avevano ottenuto una media totale del 30,05% di share contro il 27,04% delle prima sei partite con Mancini. Confronto ancora più impari con Conte: 30.9% di share e mai meno di 6 milioni di spettatori a partite, con picchi fino a oltre 10 milioni.

motivi del crollo

Cosa c’è alla base di questo disinteresse verso gli Azzurri? Prima causa sembrano essere i risultati. Dopo il tonfo con la Svezia e la mancata partecipazione ai Mondiali, c’era bisogno e speranza di un cambiamento radicale, partendo dalle basi per rifondare tutto un movimento che aveva chiaramente fallito. Mancini doveva essere l’uomo di questo restyling, ma ha disatteso le aspettative. Esordio con vittoria contro l’Arabia Saudita, con una prestazione dalle due facce scusata dalla stanchezza, e poi il vuoto. Due sconfitte e tre pareggi per un bottino assai magro e deludente. Fanno 5 partite interne senza vittoria (5 pareggi), cosa che non accadeva dal 1922-1923.

Seconda causa, le prestazioni. In queste sei partite l’Italia non ha mai incantato, giocando spesso partite incostanti e alternando buoni spezzoni a momenti di disattenzione e difficoltà. Pesante problema è quello di non riuscire a capitalizzare gli sforzi: appena quattro gol nelle ultime cinque gare e mai più di uno a partita. La difesa anche sembra aver bisogno di maggior lavoro, non essendo riusciti a portare a casa nemmeno un clean sheet.

La partita contro l’Ucraina, nonostante il risultato mediocre, ha comunque lasciato intravedere spiragli di miglioramento: ottimo Bernardeschi, Barella e Biraghi padroni della fascia, da dove l’Italia ha costruito di più e si è resa pericolosa.

Il materiale, dunque, c’è. Tocca a Mancini trovare la chiave giusta per farlo uscire fuori e tornare a far emozionare gli italiani.