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2013

Italia, Prandelli: «In passato fui vicino alla Juventus»

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ITALIA PRANDELLI JUVENTUS MOGGI BALOTELLI – Nel corso della lunga e interessante intervista rilasciata al quotidiano Libero, Cesare Prandelli, commissario tecnico della Nazionale Italiana, ha toccato tanti temi: 

JUVENTUS«Ha lottato, ma di più non poteva fare. Il calcio italiano al momento non può pretendere troppo. Non ho ascoltato le parole di Conte, ma posso dire che anch’io la penso così. Per competere a certi livelli c’è bisogno di qualcosa in più. Però è anche vero che il suo gruppo è straordinario e col tempo migliorerà ulteriormente. Gli juventini facciano tutti gli scongiuri del caso ma direi che per lo scudetto i giochi sono fatti. Beckenbauer? Battuta fuori luogo della quale si è già pentito. Gigi è ancora tra i più forti al mondo, guiderà gli azzurri in Brasile e poi chissà… Di sicuro ha l’entusiasmo di un ragazzino».

ESPERIENZA ALL’ESTERO«Tutti i tecnici italiani vorrebbero andare all’estero. I colleghi stranieri ci dicono sempre “ma siete matti a restare in Italia?. Ma no! Da noi sei in discussione partita dopo partita, all’estero la gente si gode i 90 minuti e finisce lì. Qui c’è una pressione esagerata, si fanno guerre senza senso. Vicino alla Juventus in passato? Sì, è vero, un contatto c’è stato. Parlai con Moggi al termine della mia esperienza col Parma ma poi presero altre strade. Scelsero tal Capello… Come fai a rimanerci male? E comunque io finii alla Roma, direi che sono cascato in piedi».

BALOTELLI «No, i tre turni di stop sono più che sufficienti. Detto questo Mario deve imparare che non sarà mai un giocatore come gli altri. Avrà sempre le telecamere addosso, deve riuscire a controllarsi. Non ho letto il referto arbitrale ma qualcosa deve aver detto… La Fico? Sono affari suoi e comunque non le dico se abbiamo parlato di questo… Il migliore in A? No, El Shaarawy è il migliore. Alla sua età ha preso sulle spalle il Milan nel suo momento più difficile, ha incredibili valori tecnici e morali. Non possono giocare insieme? Bugia. I due sono assolutamente complementari. Ringrazio Roberto Mancini per aver permesso a Mario di far coppia con lui anche a livello di club».

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