Juve-Sporting è il primo segnale di insofferenza: Allegri ha già bocciato il mercato?

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Juve-Sporting rappresenta il primo grande segnale di insofferenza di Allegri, che boccia tutte le scelte del mercato estivo per cancellare la sconfitta contro la Lazio

Sembra difficile, o quanto meno poco realistico, pensare che sia soltanto un caso. Ma in Juve-Sporting è assai probabile che non si vedranno tutti i nuovi arrivati nel mercato estivo. L’unica eccezione potrebbe riguardare l’inserimento dal primo minuto di Blaise Matuidi, complici anche le non perfette condizioni di Khedira, che è appena rientrato da un infortunio fastidioso e che per questo motivo ha bisogno di tempo per recuperare il ritmo partita dei tempi migliori. Ma la scelta di Allegri sembra proprio questa: in una partita delicatissima per la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League è meglio dare spazio a tutta la vecchia guardia. Come a dire: non c’è più tempo per aspettare nessuno, soprattutto dopo la sconfitta interna in campionato contro la Lazio, che rappresenta un pericoloso campanello d’allarme. E per Marotta e Paratici questo è un segnale, da parte dell’allenatore, che non potrà essere trascurato. Soprattutto in ottica futura.

In Juve-Sporting le scelte di formazione sembrano chiare. Al netto degli infortunati, con De Sciglio e Howedes che praticamente sono ancora due corpi estranei per via dei rispettivi problemi fisici delle ultime settimane, Allegri nell’ordine escluderà dalla gara di questa sera Bernardeschi, Douglas Costa, BentancurSzczęsnySe per gli ultimi due sarebbe assurdo parlare di bocciatura, visto che sono stati acquistati per garantire a Pjanic e Buffon di tirare un po’ il fiato, per l’ex Fiorentina e per il brasiliano l’esclusione dal match contro i lusitani è un primo palese elemento di insofferenza di un Allegri che sta iniziando ad essere titubante su entrambi.

Juve-Sporting è un inno alla vecchia guardia

Bernardeschi, contro la Lazio, non è entrato con il piglio giusto come aveva fatto a Bergamo e Allegri ha più volte lanciato qualche frecciatina al giocatore, con il solito motivetto «un pallone toccato nella Juve è diverso da un pallone toccato con la Fiorentina». I 40 milioni spesi oggi sembrano esagerati, soprattutto perché il talento di Carrara fatica terribilmente a fare il salto di qualità necessario per vestire la pesantissima maglia bianconera. Quello di Douglas Costa è invece un problema di atteggiamento: Allegri gli rimprovera di tenere troppo palla e di sacrificarsi poco in fase difensiva. E la pazienza del tecnico, per un giocatore che avrebbe dovuto fare la differenza sin da subito, sta per finire.

Mettere dentro dal primo minuto Buffon, Sturaro, Benatia, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain è una scialuppa di salvataggio per Allegri, che quando la posta in gioco è alta chiama in causa sempre e soltanto i suoi senatori. Evidenziando una distanza notevole nei confronti di una dirigenza che ha ragionato sul mercato probabilmente senza mai coinvolgere Allegri in prima persona. Il rischio di aver dilapidato quasi 100 milioni di euro comincia a far tremare una Juve che, a lungo andare, non potrà contare sempre e solo sulla vecchia guardia.