Juventus, la regina d’Italia nel merchandising

© foto www.imagephotoagency.it

Dal rebranding è passato un po’ di tempo e la Juventus ha piani ambiziosi per la vendita dei propri prodotti in vista del prossimo futuro

Manchester United, Liverpool, Barcellona e Real Madrid. Sono i club eletti nel mercato del merchandising, quelli che ricavano parecchio del loro fatturato solo grazie alla vendita di magliette e gadget riguardanti la loro squadra. E c’è un club italiano che vuole entrare di prepotenza in quel novero: non che la Juventus non abbia un brand già riconoscibile nel mondo, ma c’è una distanza da colmare. E per farlo, bisogna avere più store possibili: come riporta “Tuttosport”, il passaggio da Nike ad Adidas ha portato il club a scegliere un percorso individuale di gestione dei propri store. Una scelta che ha pagato, se è vero – com’è vero – che il fatturato ha cominciato ad aumentare: 13,5 milioni nel 2015-16 (+125%), 19,1 l’anno successivo (+41,5%).

ESPANDERSI – Ovviamente a questi ricavi vanno poi sottratti i costi, che sono risultati soprattutto nell’avviamento dell’attività e nel rebranding (con il nuovo logo): anche i costi sono raddoppiati nell’ultimo anno (da 4,3 a 8,3 milioni). Tuttavia, l’andamento vincente della società in campo ha premiato anche fuori, perché la fidelizzazione sta crescendo e in fondo ci si sta abituando anche al nuovo logo. In fondo, l’inaugurazione del nuovo store – avvenuta lo scorso 30 giugno – va proprio in questa direzione. Già 170 mila ingressi e 16 mila magliette vendute; prima di Natale, ne verrà aperto un terzo nel centro commerciale “8 Gallery” di Torino, così come a Milano c’è un negozio affiliato. Ora il sogno è di aprirne uno all’estero e cercare di potenziare la rete di distribuzione online.