Hanno Detto
Lipani si racconta: «Cerco di rubare i segreti da Matic, la Nazionale è un sogno. L’obiettivo con il Sassuolo è quello»
Il giovane centrocampista del Sassuolo e dell’Italia, Luca Lipani, si è raccontato così sulle colonne della Gazzetta dello Sport
Luca Lipani ha già al suo attivo un Europeo Under 19 vinto, l’argento mondiale Under 20. Ora è capitano dell’Under 21 e al Sassuolo sta crescendo bene. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato.
GROSSO DICE CHE STA SBOCCIANDO – «Mi fa piacere. La consapevolezza sta crescendo di partita in partita. Piccoli step, ma continui che spero mi portino a raggiungere il mio livello massimo. Non so quando arriverà: uno, due, cinque anni. L’importante è crescere sempre col lavoro».
SENTE LA RESPONSABILITA’ DI RILANCIARE I GIOVANI ITALIANI – «La responsabilità no, la voglia sì. La sfida di dimostrare che il livello di certe nazioni è anche il nostro è uno stimolo forte e importante. I giovani ci sono anche da noi».
NEMANJA MATIC – «Sì, ho il privilegio di poterlo osservare e lo faccio ogni giorno. Cerco di rubargli i segreti del ruolo, capire le sue giocate, come rendere semplici situazioni che non lo sono. Gli ruberei il modo di stare in campo, come comanda la squadra. Le sue letture, la tranquillità con cui gestisce la palla e la sua capacità di governare le partite. Legge le situazioni due secondi prima degli altri».
IL SASSUOLO COME AMBIENTE IDEALE – «Sì. Per filosofia, organizzazione e programmazione. Una grandissima società che lavora con i giovani e crede nel loro sviluppo. Non mi aspettavo nulla, tutto è arrivato per gradi. Uno vuole sempre giocare, è chiaro, ma sei mesi prima o dopo non fanno differenza. Le qualità, se ci sono, alla lunga emergono. Non mi sono mai messo pressioni».
BERARDI – «Mimmo è importantissimo e non solo per gli italiani. La sua carriera parla da sola. È un campione da cui si può solo imparare, ce lo godiamo».
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
QUANTO CONTA L’AZZURRO – «Tantissimo, mi ha segnato. Un mese e mezzo in Nazionale, una parentesi meravigliosa. Il Mondiale in Argentina è stato soprattutto un’esperienza di vita, l’incontro con altre culture mi ha lasciato tanto a livello umano. La vittoria dell’Europeo ha avuto una dimensione più calcistica, è stato il momento della felicità e della consapevolezza. Ora in Under 21 l’obiettivo è quello di andarci a giocare a viso aperto tutte le partite, sapendo che abbiamo una squadra forte come ci dice sempre il ct Baldini. Il nostro motto è credere in noi stessi».
IL SOGNO DELLA NAZIONALE MAGGIORE – «Chi non pensa alla Nazionale? È il sogno di ogni ragazzo che gioca a calcio. Lo vivo come un desiderio, un qualcosa da raggiungere, che dà grandi motivazioni».
GLI IDOLI D’INFANZIA E IL RUOLO – «Da bambino ero rapito da Gerrard. Io mi sento sia play che mezzala. Penso di poter fare entrambi i ruoli».
IL LEGAME CON IL GENOA – «Sono nato a Genova, sono legatissimo alla città e al club. Tutta la mia famiglia è genoana. Ora però non voglio guardare troppo avanti, penso solo al Sassuolo. Poi, certo, non aver potuto giocare una partita da titolare col Genoa a Marassi è un’emozione che mi manca».
GLI OBIETTIVI STAGIONALI DEL SASSUOLO – «Se siamo la sorpresa del campionato non lo so. Questo dovete giudicarlo voi. Vogliamo arrivare il più in alto possibile. Non c’è un obiettivo preciso, se non quello di giocarci tutte le nostre chance».