Inter, Suarez controcorrente: «Icardi non è un top player»

luisito suarez
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L’Inter non ingrana la quinta e a Bologna non riesce ad andare oltre il pareggio. Brutta frenata di arresto per la squadra di Spalletti, rea di non aver mai messo in pericolo gli emiliani in nessuna fase del match

Il punto guadagnato tuttavia va di lusso: ora Icardi e compagni dovranno cambiare marcia se vorranno stare al passo di Napoli e Juventus. Ne abbiamo parlato in esclusiva con Luisito Suarez, vera e propria icona della Grande Inter di Herrera, sempre sul pezzo quando la discussione è a tinte nerazzurre.

Luis, non è esagerato paragonare l’Inter al Napoli e alla Juventus? «Senza dubbio è esagerato e prematuro. L’Inter in questo momento è una squadra in costruzione, con tanti buoni giocatori, un ottimo allenatore. Ma resta distante da Napoli e Juventus e non serve una battuta di arresto per stabilirlo. I filotti ci sono stati sia con Pioli, sia con Mancini che con Ranieri. La difficoltà sta nel mantenere la costanza per tutto il campionato. E in questo l’Inter non ha mai mostrato tutta la sua maturità. Le basi però sono buone, Spalletti è perfetto nel tenere tutti sulla corda. Non vincerà lo scudetto ma sono sicuro che farà molto bene».

Spalletti dice che quando Perisic e Icardi vengono spinti dalla stampa troppo in alto poi si allontanano dalla squadra. Ieri abbiamo avuto un assaggio, è questo che manca loro per diventare giocatori di livello mondiale, o top player? «Icardi e Perisic non sono top player. Cosa significa questa parola? Che la dicano pure in Inghilterra o negli Stati Uniti. Icardi è un goleador, è il capitano dell’Inter ed è un giocatore importante. Probabilmente non ancora un fuoriclasse, avrebbe bisogno di fare bene anche in Europa o in Nazionale. Fino ad ora lo abbiamo visto soltanto in Italia. Però ha ragione Spalletti, la priorità deve essere la squadra».

Un top player in Portogallo o in Brasile è un jugadorazo. Non sembra essere il caso di Joao Mario… «Lui e Brozovic sono giocatori complementari. A uno mancano le caratteristiche dell’altro, uno è più bravo a tenere palla, l’altro a fare gol. Il trequartista perfetto per l’Inter probabilmente sarebbe una fusione tra i due».

Ieri Ausilio ha parlato di Vergani e Odgaard, risposte nerazzurre al giovane Pellegri, autore di una doppietta contro la Lazio. «Io penso che chi ha il gol nel sangue non abbia così tanta difficoltà nel salto dalle categorie giovanili ai campionati maggiori. La Primavera forse non ha un grosso livello di competitività ma è da sempre il primo passo che un grande giocatore fa prima di raggiungere livelli più alti. Questi ragazzi meritano fiducia, anche se probabilmente in questo momento storico dell’Inter potrebbe non essere l’ideale lanciarli subito nella mischia. Serve pazienza e bisogna aspettare il momento giusto».

Prossimo avversario dell’Inter, il Genoa di Juric. Tre punti facili? «Non ci sono partite facili, ma mi auguro una vittoria».