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2013

Milan, ancora la Berlusconi: «Competitivi, e con i bilanci ok»

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MILAN BARBARA BERLUSCONI – I colleghi della Gazzetta dello Sport, per l’edizione odierna del quotidiano, hanno intervistato Barbara Berlusconi, la quale si dimostra sempre più ferrata nel parlare del nuovo progetto del Milan. La figlia del patron rossonero, prlando con cognizione di causa, ha fatto capire che, a suo parere, questa squadra diventerà sempre più forte con il passare dei mesi: «Quest’anno chiudiamo il bilancio in pareggio, ma non è un successo legato soltanto alle cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic. E’ un pareggio strutturale, prodotto da una linea diversa. Un club capace di autofinanziarsi mi pare la migliore garanzia per i nostri tifosi. E, se guardiamo al capitale dei giocatori, il Milan adesso vale più di quello della stagione scorsa. L’inizio della mia avventura? All’inizio c’era chi era scettico, ma il management del Milan ha dimostrato che si può. Quando mi dicono che la palla è rotonda, io rispondo che è anche un po’ quadrata. Non credo alla casualità, alla fortuna. Nei risultati sportivi c’è programmazione, c’è un sistema. In un quadro economico mondiale, il calcio è un business in crescita. E crediamo che la tendenza sarà la stessa nei prossimi anni. Le lamentele dei tifosi all’inizio della stagione? Le critiche estive sono state forti, e giustificate, perché i tifosi sono i nostri primi clienti, e io penso che abbiano tutto il diritto di farsi sentire. Poi, per abitudine, nella nostra azienda amiamo il confronto. Pensavamo: “Che cosa stiamo facendo? Siamo sulla strada giusta?”. I timori c’erano ed erano legittimi, ma se una società è convinta della bontà del proprio progetto deve perseguirlo con decisione e i risultati ci danno ragione. I tifosi devono stare tranquilli: possono fidarsi di noi. Credo che i tifosi siano contenti di veder crescere giocatori nei quali possano identificarsi. Non necessariamente italiani,ma legati al Milan e alla sua storia. Credo che i club di successo siano quelli che hanno un’identità. Penso all’Arsenal, oltre che ovviamente al Barcellona e al Bayern Monaco. Sono club che trasmettono valori, che danno un senso di continuità e sviluppano un forte senso di appartenenza in chi ci lavora e in chi fa il tifo. E’ quello che il Milan ha fatto in questi anni e che continuerà a fare.»

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