2013
Milan, Boateng: «Stavo per andar via, ma resto qui»
RAZZISMO CALCIOMERCATO MILAN BOATENG – Forse ora è tutto più semplice per Kevin Prince Boateng, ma da piccolo non lo è stato affatto: ha vissuto in una zona di Berlino meno fashion ma più problematica, giocando a calcio con bambini di varie etnie: «La vista di casa mia era sulla spazzatura. Uscivo, saltavo scuola e venivo su questo campo, per giocare. Coi miei fratelli. Da George ho imparato che è facile buttarsi via. Jerome col Bayern pare essere riuscito dove io ho fallito, fare fuori il Barcellona. Sono orgoglioso di lui», ha dichiarato il centrocampista del Milan a La Gazzetta dello Sport, dove ha parlato della sua nuova casa, quella rossonera: «Ho trovato una fidanzata, viviamo insieme, sto bene a Milano, la definisco casa mia. Vorrei restare a lungo, ho un contratto, poi nel calcio non sai mai. Magari me ne vado domani, magari oggi. Scherzo, al Milan va tutto bene. Pensare di andar via per il razzismo? E’ successo, l’ho anche detto: “Ora basta, vado via”. Ma era frutto della frustrazione e dell’emozione del momento. Sono davvero triste nel vedere e sentire ancora cose così. Ti chiedi perché deve succedere. Ma non posso e non voglio cambiare aria per colpa di quattro-cinque deficienti. Multa alla Juventus? Non sta a me dire come deve essere punita, quanto deve pagare. Per me è importante che si sia capito che la cosa è grave, e che quei deficienti vanno fermati».
A proposito di Juventus, Boateng ha parlato della sfida persa con i bianconeri ed è ritornato sull’eliminazione in Champions League: «Nettamente più forte? Beh, basta vedere quanti punti di vantaggio ha in classifica. Loro sono il “non plus ultra” — si dice così? —, il top. Ma solo quest’anno, il prossimo ci riprendiamo lo scudetto. E in Champions vediamo. Barcellona? Noi abbiamo fatto una partita quasi perfetta, all’andata. Sono gare in cui chi fa meno errori passa. Poi serve anche un po’ di fortuna. Martedì a Monaco l’arbitro non ha fischiato due volte, c’era un fuorigioco… Comunque il Bayern è davvero troppo, troppo forte quest’anno, giocano di squadra in una maniera impressionante. Ma ho detto a mio fratello di stare attento. Il Barça può fare quattro gol in casa».
Sulla lotta per il terzo posto, invece, il calciomercato ed il rapporto con il tecnico Massimiliano Allegri, il calciatore ghanese ha spiegato: «Cosa succede se non finiamo al terzo posto? Non succede. La Champions senza Milan non è Champions. Lo sapete voi, lo so io: ci prenderemo il 3o posto. Non c’è nient’altro da dire. Se l’allenatore vuol comprare un attaccante forte, che sia Lavezzi o qualcun altro, lo fa. Farà lui tanti gol, non importa se non segno io. Quello che conta è che si torni a vincere. Io l’ho detto cinquanta volte: ho una posizione preferita, ma poi gioco dove vuole l’allenatore. Come va con Allegri? Normale, da tre anni va sempre normale. Alti e bassi, ma non possono essere sempre alti. Però gli sono riconoscente, grazie a lui sono cresciuto a livello difensivo e tattico. Ci abbiamo lavorato tanto. Così sono diventato il giocatore che sono adesso. Vorrei essere un po’ più calmo, come mio fratello. A volte è bello. Io tendo a essere molto esuberante».
Infine, Boateng ha parlato della lite tra suo fratello Jerome e Balotelli quando erano al Manchester City e della sua situazione sentimentale: «E’ vero, non ne abbiamo mai parlato, in famiglia. I litigi capitano, è successo anche fra noi fratelli, per questioni di calcio. Ma è il passato. Io ho un grande rapporto con Balo. Lui ed El Shaarawy sono due fra quelli con cui vado più d’accordo. Fidanzato geloso? No, non mi definirei geloso. Beh, forse un po’ con lei lo sono, ma soltanto perché è troppo bella… Come si fa a non esserlo? Se vivo una vita da star? Prima di tutto io non mi sento una star. E poi faccio la mia vita. Sono cresciuto senza soldi, so che cosa vuol dire. Ho fatto sacrifici per arrivare dove sono: ho dato tutto per il calcio, ho rinunciato a molte cose che gli adolescenti normali riescono a fare. Ma ho sempre seguito un obiettivo, e ci ho messo la testa. Beh, il mio vero vizio è dormire fino a tardi. Comunque sì, mi faccio dei regali. Coi primi soldi guadagnati da calciatore mi sono comprato un orologio. Lo avevo visto al polso del mio agente di allora. L’avevo puntato, me lo sono guadagnato. Ora so che devo stare un po’ più attento, in questo periodo difficile per molti, ma non posso neanche essere ipocrita».