2012
Milan, Emanuelson: “Stiamo rispondendo alle critiche”
MILAN EMANUELSON – Contattato dai colleghi della Gazzetta dello Sport durante la tourneè negli States, Urby Emanuelson ha parlato dei primi giorni di lavoro in casa Milan. Il centrocampista olandese, decisivo contro Schalke 04 e Chelsea, ha ammesso di non dare troppa importanza ai risultati conseguiti nelle ultime gare: “Si tratta soltanto di amichevoli, però sono soddisfatto. Non è importante vincere, ma anche come vinci. Credo che il Milan stia dando risposte convincenti a chi lo criticava. Per noi queste sono occasioni importanti. Il momento è complicato, Thiago e Ibrahimovic non ci sono più e noi non possiamo farci niente. Però hanno detto tutti che così eravamo scarsi e noi vogliamo dimostrare che non è vero. Noi ci sentiamo competitivi anche se Thiago e Ibra non ci sono più. Abbiamo ancora dei leader: Ambrosini, Bonera, Abbiati. Sono qui da tanti anni, hanno vinto, sono loro che devono guidare il gruppo. E’ una fortuna che ci siano dei giocatori così. Io simbolo del nuovo ciclo? Sì, e so che è la mia occasione. Sento la fiducia dell’allenatore, dei compagni. Ma da quando sono qui, la società mi ha sempre rassicurato: mi ha detto che il progetto era ringiovanire la squadra gradualmente e che tutti contavano su di me per il futuro. Ho aspettato il mio momento. Giocare da terzino? Non ne ho parlato con Allegri, forse lo faremo, ma ripeto, non è la mia vera natura. Anche se posso fare il terzino quando serve. Le parole di Allegri hanno sorpreso? Immagino, ma non c’è problema: ho sempre saputo che la gente in Italia avrebbe dovuto capire che giocatore e che persona sono. Ho tempo per farlo. Ora sono un Emanuelson diverso, che crede di più in se stesso e vuole incidere di più sulla partita. Ora sento di appartenere al Milan. E’ una bella sensazione. Che campionato sarà? La Juve, l’Inter e le altre pretendenti allo scudetto devono sapere che il Milan non è morto. Siamo ancora vivi e possiamo competere con loro. Crediamo nella nostra forza, e magari arriverà anche qualche giocatore a rinforzare la squadra. L’Europa? Sarà una Champions League ancora più difficile, ora che c’è il Psg e il City è cresciuto. Noi dobbiamo pensare a passare il primo turno, poi chissà. Le aspettative non sono molto grandi, ma siamo una squadra in progresso. Siamo gente giovane e motivata. Mi piacerebbe giocare con Kakà? Moltissimo. Ha fatto un pezzo di storia del Milan. E’ il tipo di giocatore che ci serve: i giovani lo seguirebbero.“