Mondiali
Mondiali 2026 a rischio a Boston: braccio di ferro sui costi di sicurezza a Foxborough. Cosa sta accadendo
Mondiali 2026 a rischio a Boston: cosa sta succedendo per quanto riguarda i costi di sicurezza a Foxborough. Ultimissime novità
A poco più di tre mesi dal fischio d’inizio, le partite della Coppa del Mondo 2026 programmate nell’area di Boston restano avvolte in un clima di totale incertezza. È scontro aperto tra il comune di Foxborough, gli organizzatori locali e la proprietà del Gillette Stadium sulla copertura delle spese.
Secondo le ultime indiscrezioni riportate dalla testata specializzata Front Office Sports, la piccola cittadina del Massachusetts, che conta appena 19.000 abitanti, minaccia di bloccare l’evento. L’amministrazione locale potrebbe infatti non concedere la licenza necessaria per disputare le gare all’interno del celebre impianto sportivo. Al Gillette Stadium sono attualmente in programma ben sette partite dell’imminente Mondiale di calcio del 2026, tra cui un attesissimo quarto di finale.
Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo
Il nodo economico: 7,8 milioni per la sicurezza
Il centro della delicata contesa riguarda circa 7,8 milioni di dollari di spese vive previste per garantire la sicurezza pubblica. Il consiglio comunale di Foxborough è irremovibile: sostiene di non aver mai siglato alcun accordo vincolante per ospitare i Mondiali e teme fortemente che questo ingente costo possa ricadere interamente sulle spalle dei contribuenti locali. Si tratta di un onere finanziario che il bilancio della piccola città non è assolutamente in grado di sostenere.
Dall’altra parte della barricata troviamo il comitato organizzatore locale, denominato Boston 26, e la società Kraft Sports & Entertainment, proprietaria dello stadio. Le loro rassicurazioni si basano sull’arrivo di fondi provenienti da:
- Sovvenzioni federali e statali;
- Sponsorizzazioni commerciali;
- Altre fonti di finanziamento pubblico.
Tuttavia, il ritardo nell’erogazione effettiva di questi finanziamenti ha fatto crescere a dismisura le tensioni tra le parti in causa.
La scadenza decisiva per evitare il caos
Il comune pretende garanzie immediate e tangibili: senza un’adeguata copertura finanziaria anticipata, Foxborough è pronta a rifiutare la licenza per l’evento. Gli organizzatori hanno dichiarato di avere già a disposizione circa 2 milioni di dollari in cassa e di aspettarsi l’arrivo di oltre 30 milioni da fondi vari. Numeri che, al momento, non hanno ancora rassicurato le prudenti autorità locali.
Il termine ultimo e decisivo per sbloccare l’impasse è fissato per il 17 marzo, giorno in cui il consiglio comunale sarà chiamato a votare sulla concessione della licenza richiesta dalla FIFA. Se non verrà raggiunto un compromesso, le partite previste nel Massachusetts potrebbero clamorosamente saltare, creando un problema organizzativo di proporzioni gigantesche per l’intero torneo internazionale.